sabato, marzo 10, 2007

PROSCIOLTO IL TESORIERE DELLA “RECTA RUPES”



POPOLI - Fu accusato, un anno e mezzo fa, di appropriazione indebita di materiali, libri contabili, parte della liquidità e materiali di scena.
Invece, in data 12/01/2007 il GIP (Giudice per le Indagini Preliminari), ha archiviato il procedimento con la seguente motivazione: “ essendo da escludere la possibilità di ritenere la sussistenza della fattispecie di reato ipotizzata né di altra, poiché… appare evidente l’assoluta mancanza di elementi, non altrimenti acquisibili, per sostenere l’accusa in giudizio, quantomeno, con riferimento all’elemento soggettivo (dolo) del reato di appropriazione indebita”.
Così, per Vito Marino, 57 anni, si è concluso un “calvario giudiziario” che lo ha tenuto, sulla “graticola”, per circa due anni.
Tempo, fa, già il pm (pubblico ministero) aveva presentato un’istanza di archiviazione del procedimento al quale, però, l’allora presidente dell’associazione popolese, Bonifacio Damiani si era opposto.
“Il sottoscritto – spiega in una lettera aperta , Marino – è stato vittima, non solo della denuncia di appropriazione indebita, ma di accuse pubbliche che oggi possono definirsi infamanti, diffamatorie e calunniose.
Il tutto, per mezzo di iniziative arbitrarie, illegittime e lesive.
Inoltre - dice amareggiato il tesoriere - , volantinaggio – in paese - con annessa preventiva condanna mai ritenuta presunta, unicamente al fine di ottenere l’immediato all’allontanamento del sottoscritto dal ruolo – funzione di tesoriere che, per anni, ho cercato di svolgere con onore.
Successivamente l’azione, “mirata”, volta ad annientare la mia reputazione e “distruggere” moralmente la mia persona.
A un anno e mezzo dalla denuncia – sottolinea Marino - per appropriazione indebita sporta nei confronti del sottoscritto , vostro concittadino, voglio rendere noto che in data 12/01/2007 il Gip ( Giudice per le indagini preliminari) presso il tribunale di Pescara, ha disposto l’archiviazione del procedimento penale.
Oggi – continua Marino - la giustizia ha trionfato sul sopruso e ha posto la parola fine ad una serie di atti diffamatori e un’enormità di calunnie che voglio definire: “romanzo criminale”.
Approfitto – conclude il tesoriere - , per ringraziare tutte le persone che non hanno, mai, dubitato della mia innocenza e che, in questi anni difficili, mi sono stati sempre vicino”.
Adesso, Vito Marino potrà rientrare nell’ associazione “Recta Rupes” e, finalmente, riprendere da dove aveva “lasciato” fino alla scadenza del suo mandato.
Auguri!
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