sabato, marzo 31, 2007

POPOLI: PIANO DI DISORDINE OSPEDALIERO


CASTIGLIONE (AN) : LA REQUISITORIA SUL PIANO SANITARIO

PESCARA – “A Popoli sono stati chiusi i reparti di Ostetricia e Utic (terapia intensiva coronarica), inoltre, è stata rifiutata la trasformazione della Chirurgia Generale in Chirurgia Endoscopica.
All’ospedale di Penne, invece, c’è stata la chiusura del Day Hospital oncologico, un punto di riferimento per circa 35.000 residenti.
Questa la risposta della Asl di Pescara per i piccoli ospedali, da parte della Giunta Del Turco.
A Pescara, comunque, la musica non cambia. A breve, chiuderanno i reparti di: Radioterapia (mancanza di personale), Oncologia Pediatrica (unica struttura in Abruzzo), Psicologia Oncologica ,( già chiuso per carenza di medici)”.
Questo “l’affresco”, drammatico, dipinto da Alfredo Castiglione capogruppo di An in Consiglio Regionale che ha indetto, ieri, una conferenza stampa sulla ‘questione sanità’. “ Ora, a rischio”, ha detto, “centinaia di posti di lavoro”.
“Il Consiglio comunale di Pescara, giorni fa, ha licenziato un ordine del giorno che cercava di rimettere un po’ di ordine a questo stato di cose, ma sia in V Commissione che in aula consiliare (al Consiglio Regionale) è stato ritenuto irricevibile nemmeno come raccomandazione. Un ordine del giorno, tra l’altro – ha continuato l’esponente di An - , votato all’unanimità da Rifondazione Comunista ad Alleanza Nazionale, con la presenza di decine di medici, professori, infermieri ed assistenti – tranne il manager Balestrino - . Un ordine del giorno a cui il Sindaco Luciano D’Alfonso si era impegnato a dare seguito e invece è stato trattato come se arrivasse dall’ultimo dei Comuni d’Abruzzo.
Questa è la considerazione - ha sbottato Castiglione - che di Pescara si ha in Consiglio Regionale, questo è il ‘Peso Politico’ che D’Alfonso riesce a sviluppare davanti a Del Turco e davanti a Mazzocca, cioè: ZERO.
Con il Sindaco D’Alfonso che, oramai, ha già manifestato apertamente il suo disinteresse alle vicende cittadine annunciando la sua non ricandidatura e relegando la sanità della prima città d’Abruzzo ad essere trattata come la peggiore della regione”.
E, incalzante, ha continuato: “durante circa tre settimane di dibattito in commissione il sindaco di Pescara non si è mai visto delegando, al riguardo, il sindaco di Popoli Emidio Castricone.
Per non parlare di Balestrino (Direttore Generale Asl di Pescara) impegnato, più che a difendere i diritti e le posizioni acquisite negli anni dalla ASL da lui attualmente diretta, a licenziare 200 persone che hanno regolarmente vinto un concorso e, cosa mai vista al mondo, i sindacati, tranne quelli autonomi, sono scesi al fianco di chi licenzia, anziché dei lavoratori.
Questo significa che Balestrino – ha proseguito Castiglione - risponde solo a logiche di partito e politiche come una sorta di ordine che viene dall’alto.
Quello che si è votato il 28 di marzo a l’Aquila è un documento partorito solo da condizionamenti e accordi esterni alla commissione, come le sedi di partito, è un documento scritto dopo telefonate, scambi di pizzini, pressioni di gruppi di potere, pressioni di gruppo che non appartengono né alla maggioranza né alla minoranza, pressioni, invece, derivanti da lobbies di baroni sanitari, dai sindacati (Cgil, Cisl e Uil) e da logiche “di campanile”.
Dicono che – con il piano di riordino sanitario – sono state scritte regole certe – ha detto sarcastico Castiglione - , ma occorre un ‘ Codice da Vinci’ per capirle e tradurle in fatti concreti; sono state scritte delle regole che alimentano ancora di più la guerra di religione tra pubblico e privato.
Il tutto – ha concluso il capogruppo di An - mentre fuori il palazzo dell’Emiciclo le fabbriche chiudono, la disoccupazione aumenta, si prendono in giro gli anziani sui ticket, si aumentano le tasse ed il malato abruzzese viene visto non come una persona ma come un numero, un elemento matematico capace di produrre potere politico ed economico. Una spartizione di materassi e della sanità che ha fatto segnare una delle pagine più tristi per la nostra regione e per la nostra città”.

UFFICIO STAMPA AN (POPOLI)
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