sabato, ottobre 28, 2006

NO COMMENT!!!

Riceviamo e pubblichiamo
Chi a Popoli, secondo il coordinamento regionale di Forza Italia dal 16 maggio 2006, con azioni personali, sparla e agisce per nome e per conto del partito di Berlusconi non ha il diritto di farlo (in alto la prova documentale, cliccaci sopra e leggi il contenuto).
La mamma dell'imbecille è sempre incinta!

POPOLI: CONSIGLIO STRAORDINARIO "FUMOSO"



CONSIGLIO COMUNALE STRAORDINARIO

Molte parole, continui suggerimenti "a latere" per l'assessore alla contabilità e poche certezze

POPOLI - Si è tenuto, il tanto atteso consiglio comunale straordinario su richiesta dei Consiglieri di minoranza (Mario Giuseppe Lattanzio, Frediano Cafarelli, Maria Laura Morì, Cristian Salutari e Roberto Salari) relativo alla crisi del polo sanitario di Popoli (Ospedale, Terme e CR di via D'Ascanio). Il Gruppo di minoranza “Coerenza e Libertà” ha ribadito in aula, fortemente, la sciagurata politica sanitaria attuata dall'attuale Giunta di sinistra della Regione Abruzzo che comporterà gravi problemi a livello socio - economico ed occupazionale e rischia, a breve, di compromettere seriamente la dignità e la libertà economica dei lavoratori direttamente interessati e, comunque, di tutta la Città».
Il consiglio comunale a metà seduta, dopo l’intervento di “overture” del Sindaco Emidio Castricone, è stato sospeso per permettere l’intervento “fiume” (circa 45 minuti anche per ovviare alle assenze di B. Mazzocca e A.Cordone) di Donato Di Matteo - Capogruppo DS alla regione - che afferma serafico “ che l’ospedale di Popoli non chiuderà perchè sarà valorizzato dal nuovo piano sanitario".
"Comunque, durante l’intervento", fa notare il consigliere di minoranza Maria laura Morì “lo sconcerto ha preso il sopravvento fra gli scranni, in quanto, il consigliere regionale Di Matteo, invece di discutere le tematiche all’ordine del giorno, come un “disco rotto”, ha fatto solo dietrologia politica, imputando, gli attuali mali della sanità abruzzese all’ex gestione di centrodestra”.
Altresì, irritato e offeso, si ritiene il Capogruppo di minoranza e Consigliere provinciale di An Mario Lattanzio per l’intervento, a suo dire, fuori luogo del Vice - Sindaco Franco Diodati.
“ L’ assessore Diodati – dice – non può permettersi, ogni volta, nell’intervento di prassi in consiglio comunale con, oltremodo, una retorica spicciola, di offendere pesantemente il nostro gruppo di minoranza “Coerenza e Libertà” incapace, a suo dire, di non poter fare una vera politica cittadina visti i pochi “numeri” elettorali a disposizione".
“Oltretutto – continua – , sparare a zero e abbandonare il consiglio per paura della replica e un atteggiamento, quantomeno, irrispettoso”.
“Certamente – incalza - , sono pochi “numeri” elettorali ma buoni e, oltre a cercare di onorarli quotidianamente siamo, sicuramente, preparati per ogni assise perché, tutto il gruppo di minoranza, prima di ogni consiglio comunale studia, attentamente, gli argomenti all’ordine del giorno per, poi, poterli discutere degnamente in aula. Conclude Lattanzio dicendo che : ”al gruppo di minoranza, comunque, non serve ogni volta il ragioniere comunale, di lato, che gli sussurra nell’orecchio le risposte da dire su questioni di bilancio!".
"Specificatamente - conclude - , quando il gruppo di minoranza lo incalza con domande inerenti all’ assessorato contabilità e finanze perché, purtroppo, il preposto signor Diodati, non sa, costantemente, che "pesci" pigliare!".
Quindi, molti "numeri" ma, pochi e solo "suggerimenti a latere", per la risoluzione dei problemi economico - finanziari di Popoli!"
Tutti d’accordo, invece, sulla proposta avanzata dall’assessore Sergio Della Rocca, cioè, quella di “istituire un comitato tecnico scientifico per cercare di risolvere, con spirito di collaborazione e insieme ai consiglieri di minoranza, le "questioni" dell’Ospedale, dello Stabilimento termale e della Residenza assistita “il Giardino” che, - conclude - coinvolgono, direttamente e indirettamente i cittadini e la città".

LUCIGNOLO

mercoledì, ottobre 25, 2006

SIMPOSIO A POPOLI SUL CODICE DA VINCI




Nella “location” medioevale convegno sul Codice da Vinci

POPOLI
- Immaginiamo questo scenario. Esce un romanzo in cui si afferma che il Buddha, dopo l’illuminazione, non ha condotto la vita di castità che gli si attribuisce, ma ha avuto moglie e figli. Che la comunità buddhista dopo la sua morte ha violato i diritti della moglie, che avrebbe dovuto essere la sua erede. Che per nascondere questa verità i buddhisti nel corso della loro storia hanno assassinato migliaia, anzi milioni di persone. Che un santo buddhista scomparso da pochi anni – che so, un Daisetz Teitaro Suzuki (1870-1966) – era in realtà il capo di una banda di delinquenti. Che il Dalai Lama e altre autorità del buddhismo internazionale operano per mantenere le menzogne sul Buddha servendosi di qualunque mezzo, compreso l’omicidio. Pubblicato, il romanzo non passa inosservato. Lo scenario non è vero, ma ce n’è uno simile che è del tutto reale. Solo che non si parla di Buddha, ma di Gesù Cristo; non della comunità buddhista, ma della Chiesa cattolica; non di Suzuki e del suo ordine zen ma di san Josemaría Escrivá (1902-1975) e dell’Opus Dei da lui fondata; non del Dalai Lama ma di Papa Giovanni Paolo II. Il romanzo in questione ha venduto tre milioni e mezzo di copie negli Stati Uniti, è sbarcato anche in Italia e la Sony ne ha fatto un film. Come è stato correttamente osservato dallo storico e sociologo americano Philip Jenkins, il successo di questo prodotto è solo un’altra prova del fatto che l’anti-cattolicesimo è «l’ultimo pregiudizio accettabile».
Per discutere di ciò, la Taverna Ducale di Popoli, sede della Sovrintendenza Psae, è la “location” scelta dal Circolo Acli “Seguimi” per ospitare questa interessante “kermesse” storico - culturale sugli argomenti suesposti: “Il Codice da Vinci e i Veri vangeli”; una introduzione storico - scientifica ai vangeli apocrifi gnostici e canonici.
Il Codice Da Vinci, inoltre, mette in scena una caccia al Santo Graal. Quest’ultimo – secondo il romanzo – non è, come la tradizione ha sempre creduto, una coppa in cui fu raccolto il sangue di Cristo, ma una persona, Maria Maddalena, la vera «coppa» che ha tenuto in sé il sang réal – in francese antico il «sangue reale», da cui «Santo Graal» –, cioè i figli che Gesù Cristo le aveva dato. La tomba perduta della Maddalena è dunque il vero Santo Graal. Apprendiamo inoltre che Gesù Cristo aveva affidato una Chiesa che avrebbe dovuto proclamare la priorità del principio femminile non a san Pietro ma a sua moglie, Maria Maddalena, e che non aveva mai preteso di essere Dio. Sarebbe stato l’imperatore Costantino (280-337) a reinventare un nuovo cristianesimo sopprimendo l’elemento femminile, proclamando che Gesù Cristo era Dio, e facendo ratificare queste sue idee patriarcali, autoritarie e anti-femministe dal Concilio di Nicea (325). Il progetto presuppone che sia soppressa la verità su Gesù Cristo e sul suo matrimonio, e che la sua discendenza sia soppressa fisicamente. Il primo scopo è conseguito scegliendo quattro vangeli «innocui» fra le decine che esistevano, e proclamando «eretici» gli altri vangeli «gnostici», alcuni dei quali avrebbero messo sulle tracce del matrimonio fra Gesù e la Maddalena. Al secondo, per disgrazia di Costantino e della Chiesa cattolica, i discendenti fisici di Gesù si sottraggono e secoli dopo riescono perfino a impadronirsi del trono di Francia con il nome di merovingi. La Chiesa riesce a fare assassinare un buon numero di merovingi dai carolingi, che li sostituiscono, ma nasce un’organizzazione misteriosa, il Priorato di Sion, per proteggere la discendenza di Gesù e il suo segreto. Al Priorato sono collegati i templari – per questo perseguitati – e più tardi anche la massoneria. Alcuni fra i maggiori letterati e artisti della storia sono stati Gran Maestri del Priorato di Sion, e alcuni – fra cui Leonardo da Vinci (1452-1519) – hanno lasciato indizi del segreto nelle loro opere. La Chiesa cattolica, nel frattempo, completa la liquidazione del primato del principio femminile con la lotta alle streghe, in cui periscono cinque milioni di donne. Ma tutto è vano: il Priorato di Sion sopravvive, così come i discendenti di Gesù in famiglie che portano i cognomi Plantard e Saint Clair.
Finzione o Storia?
Per approfondire questi argomenti segnaliamo che, la Taverna Ducale di Popoli, sede della Sovrintendenza Psae, è la “location” scelta dal Circolo Acli “Seguimi” per ospitare questa interessante “kermesse” storico - culturale sulle problematiche suesposte: “Il Codice da Vinci e i Veri vangeli”; una introduzione storico - scientifica ai vangeli apocrifi gnostici e canonici.
Il programma della giornata di studio, prevede, i saluti di Cristian Iannarelli presidente del Circolo, un’ introduzione agli argomenti di Wilma Smarrella responsabile del settore cultura e l’intervento di “overture” di Roberto Franco direttore del presidio sopraintendenza Psae.
Interverranno il prof. Antonio Fares Presidente ALMA sul tema “tradizione e antitradizione”, il prof Giovanni Zanone direttore editoriale di “Fede e Cultura” con un “excursus” di alto livello sul tema: “il Codice svelato, le fantasie del Codice da Vinci e la realtà storica”.
Infine, moderatore e “deus ex machina” del convegno, Cristian Salutari, segretario del Circolo Acli “Seguimi”.
L’interessante appuntamento culturale con ingresso libero, è per il 28 Ottobre 2006 alle ore 17.30 presso la Taverna Ducale, simbolo storico e artistico della città.

LUCIGNOLO

martedì, ottobre 24, 2006

PESCARA: JIMMY SCOTT AL JAZZ N' FALL.



JIMMY SCOTT AL “ JAZZ ‘ N FALL” DI PESCARA

Una voce oltre l’arcobaleno


PESCARA - Classe 1925 Jimmy Scott, leggendario vocalist jazz, non è però propriamente una vecchia gloria. Ha talmente faticato per far arrivare al pubblico il suo talento che oggi la sua eternamente cristallina voce d'angelo arriva a noi con la freschezza del “crooner” contemporaneo.
Dunque tanti anni di oblio e di emarginazione subita dalle case discografiche si annientano oggi in un successo internazionale che fa parlare per iperboli critica e fans eccellenti.
Interpretando canzoni di Elvis Costello, John Lennon, Bryan Ferry, Simply Red, Elton John con la stessa poetica eterea dolce eleganza con cui canta Berlin, Gershwin, Porter e gli altri grandi della musica americana, Jimmy Scott, raggiunge vette di emozione che lo fanno accostare a Billie Holiday, Shirley Horn, Marianne Faithfull.
Nato a Cleveland in una famiglia di dieci figli, perse la madre da bambino. All'età di 12 anni inspiegabilmente “Little Jimmy” smise di crescere. Il suo viso non presentava nessun segno di barba, l'altezza non variava e la voce restava querula con un timbro acuto e femmineo. Purtroppo i medici gli diagnosticarono la sindrome di Kallmann, una rara deficienza genetica che blocca lo sviluppo sessuale. La sua carriera artistica sembrava segnata ma, Mort Shuman, gigante della discografia americana, cercò per anni di rilanciarlo dopo i pochi trionfi degli anni Quaranta, purtroppo senza eccellenti risultati.
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Scott, comunque, non ha bisogno di presentazioni, il suo passato artistico e le prestigiose collaborazioni ci dicono molto sulla sua bravura: negli anni Quaranta suonava in compagnia con Lionel Hampton, nei Sessanta con Count Basie e Ray Charles. Per questo un interprete, suggestivo, con le riletture di vecchi standard ed evergreen della canzone americana.
Negli anni Settanta Scott fu scaricato dall'industria discografica, entrando in una spirale negativa. Non piaceva un cantante di jazz con la voce da gay e lui finì di nuovo nel dimenticatoio. Tornò a Cleveland dove per tirare avanti fece il fattorino, il lustrascarpe e l'ascensorista. Cominciò a farsi anche di eroina. Involontariamente, però fu proprio lui a fare il miracolo. Jimmy, infatti, cantò nel '91 ai funerali di Mort Shuman e lì fu ascoltato da un talent scout che lo riportò finalmente alla luce! La Warner ha da poco pubblicato il suo ultimo CD "Over the Rainbow", che prende il titolo dal celebre cavallo di battaglia di Judy Garland.
Interprete raffinato, intenso, confidenziale, a suo agio soprattutto con le ballad romantiche, Scott è stato una delle influenze maggiori per un'intera generazione di cantanti come, appunto, Ray Charles, Marvin Gaye e Stevie Wonder. Parole d'oro nei suoi confronti sono state spese più di recente anche da artisti che con il jazz non hanno molto a che fare, come Lou Reed ("la sua voce è come quella di un angelo e può rompere il tuo cuore, io lo amo”, ha detto l'ex-leader dei Velvet Underground). Nel 1992, Scott è tornato finalmente ad incidere per una major, la Warner. Tre album, uno dietro l'altro, che lo hanno riportato all'attenzione dei media e del pubblico.
Ovviamente, a Pescara, Venerdì 27 ottobre 2006 ore 21.00 presso L’Auditorium Flaiano, un appuntamento musicale da non perdere.

LUCIGNOLO

Info: Venerdì 27 ottobre • ore 21.00
AUDITORIUM FLAIANO
lungomare Cristoforo Colombo, 121 Pescara
info: 085.4221463 - 085.374198

lunedì, ottobre 23, 2006

SAN VALENTINO: INAUGURAZIONE CIRCOLO DI AN.




NUOVO CIRCOLO MAJELLA
Sospiri: la realizzazione di un’idea giusta.

San Valentino - Numerosa presenza di iscritti, simpatizzanti e cittadini per l’inaugurazione del Circolo “Majella” a San Valentino in Abruzzo Citeriore.
Sono intervenuti, per l’occasione, i maggiori esponenti del partito, l’On. Teodoro Buontempo, coordinatore regionale, l’On. Carla Castellani, il Consigliere provinciale Mario Lattanzio che dichiara “presto anche a Popoli lo inaugureremo anche noi”, e il capogruppo di A.N. alla Regione Alfredo Castiglione.
L’inaugurazione è iniziata con la benedizione della sede da parte del Parroco del paese Don Antonio Santoleri è poi seguito il saluto del neo-eletto Presidente del Circolo, Fabio D’Ottavio (classe 1984) e del Coordinatore provinciale di A.N. Lorenzo Sospiri.
“Le idee non nascono da sole – dice –Sospiri – e, questa, è un’idea giusta. Ringrazio tutti i presenti e, soprattutto, il consigliere comunale Angelo D’Ottavio che si è messo, con umiltà, a disposizione per porre in essere il Circolo “Majella”.
“Uno strumento, prezioso, di democrazia e di confronto politico ”.
“Il Circolo Majella – conclude il Presidente dei giovani di AN - raggruppa gli iscritti dei paesi di San Valentino, Abbateggio, Caramanico Terme, Roccamorice, Sant’Eufemia e Salle e si pone come obiettivo quello di dare voce alle esigenze degli abitanti di questi paesi”.
Alfredo Castiglione ha ribadito l’ottima iniziativa e la necessità di dedicarsi “ con passione ai problemi di quest’area, problemi – dice - che sono quelli comuni ai piccoli centri dell’intero Abruzzo, ma con una differenza, l’area Majella ha il valore aggiunto del turismo (quello termale ed ambientale che sono prevalenti) e della piccola e media impresa, ed è a quelle categorie produttive che si rivolge e continuerà a rivolgersi l’ attenzione di Alleanza Nazionale.”
Castiglione, a conclusione del suo intervento, ha ribadito gli auguri a Fabio D’Ottavio, “ una figura così giovane, preparata e dinamica è segno di lungimiranza e un chiaro segnale del rinnovamento del partito.”
Il coordinatore regionale Teodoro Buontempo, ha colto l’occasione, inoltre, per dare appuntamento il 29 Ottobre a Montesilvano per l’assemblea regionale che sarà onorata dalla presenza del Presidente di Alleanza Nazionale Gianfranco Fini.
Altresì ha esortato il Sindaco di San Valentino Giannino Ammirati, presente all’inaugurazione per portare, a nome della maggioranza, gli auguri al giovane presidente D’Ottavio, a “non vanificare quanto, di buono, è stato fatto dalla precedente Amministrazione Pace cercando di lavorare fermamente, pur mantenendo il proprio spirito di appartenenza e tenendo sempre ben presente le esigenze e le priorità della città e dei cittadini”.

LUCIGNOLO

FILOSOFIA: STIRNER, UN UOMO...SOLO.


STIRNER Un uomo tutto solo


A un certo punto della sua vita, verso i quarant'anni, aveva provato col commercio, mettendo su una latteria; ma in pochi mesi l'iniziativa fece fallimento. E questa non fu certo l'unica amarezza che ebbe a patire lungo il mezzo secolo in cui visse, tra il 25 (o 26) ottobre del 1806, quando vide la luce a Bayreuth, in Baviera, e il 25 giugno del 1856, quando, nella più completa miseria, scomparve a Berlino, forse a causa della puntura di un insetto.
In effetti, Max Stirner, il cui vero nome era Johann Kaspar Schmidt, ebbe un'esistenza decisamente difficile. Orfano di padre a un anno, costretto a interrompere gli studi universitari per accudire la madre malata di mente, perse la prima moglie a pochi mesi dalle nozze. Anche sul piano professionale le cose non gli andarono meglio: esaminato da una commissione che rilevò varie lacune nella sua preparazione, gli venne concessa una limitata facoltà di insegnare; per un po' esercitò la docenza senza esser pagato, finché riuscì a ottenere un posto presso un istituto femminile privato di Berlino, ove rimase per cinque anni. Nel 1843 Stirner si risposa con una giovane intellettuale benestante che lo abbandona tre anni più tardi, mentre i debiti lo costringono a pubblicare su di un giornale la richiesta di un prestito; e sempre a causa dei debiti egli finirà due volte in carcere.
L'anno cruciale della sua vita fu il 1844: infatti, alla fine di ottobre, dedicato alla seconda moglie, uscì il suo capolavoro, L'unico e la sua proprietà, un'opera che suscitò subito vivo interesse e ampie discussioni e che ancor oggi viene considerata una sorta di manifesto del più estremo pensiero individualista, anarchico e nichilista. Stirner aveva ascoltato le lezioni di filosofi del calibro di Schleiermacher e di Hegel, il cui idealismo gli apparve una filosofia del tutto astratta, impregnata com'era di motivi teologico-religiosi. E di teologia Stirner («San Max», come polemicamente e ironicamente lo chiamarono Marx ed Engels) non voleva proprio sentir parlare: pochi anni dopo la pubblicazione della Vita di Gesù di Strauss e de L'essenza del cristianesimo di Feuerbach, egli riprende in modo più radicale la riflessione sulla questione di Dio per giungere a una piena e totale negazione dell'esistenza dell'Essere divino. A suo giudizio - e a questo riguardo è evidente l'influsso feuerbachiano - la presenza di un Dio comporterebbe la distruzione della libertà umana perché i credenti non esitano a sottomettersi alla legge divina, annullandosi in essa e per essa.
Ma se per Feuerbach l'ateismo era il primo ed essenziale passo per giungere a un compiuto umanesimo che esaltasse il valore-uomo, per Stirner esso non prelude ad alcuna filosofia umanistica tendente a sottolineare la grandezza del genere umano. Egli non vuole che al posto di Dio venga collocata una nuova divinità mascherata, magari chiamata Umanità, dinanzi alla quale l'uomo singolo dovrebbe ancora una volta inchinarsi e dichiarare la propria inferiorità. Di qui Stirner prende le mosse per affermare la sua nuova concezione dell'uomo individuo, libero e autonomo, vero artefice del proprio destino, non più subordinato ai cosiddetti ideali di volta in volta ravvisati in Dio, nello Spirito, nello Stato, nella Società.
Basta - grida Stirner - con la morale del sacrificio e del disinteresse! Basta con il rigore dell'etica kantiana, con le leggi e le regole, con la solidarietà e i buoni sentimenti! È giunto il momento di porre al centro della scena l'individuo e nient'altro, la sua libera volontà che è la sua autentica proprietà (da qui deriva il senso del titolo della sua opera più importante); e si dichiari altresì, una buona volta, che l'egoismo, lungi dall'essere un difetto o un peccato, rappresenta la caratteristica più vera e più valida dell'uomo. Scrive Stirner: «Chi si preoccupa solo di vivere dimentica facilmente, in quest'ansia, il godimento della vita. Se si preoccupa solo per la vita e pensa solo a procurarsi la cara vita, l'uomo non impegna tutta la sua energia per sfruttare la vita, cioè per goderla. Ma come si sfrutta la vita? Consumandola come una candela, che si sfrutta bruciandola. Si sfrutta la vita e con ciò se stesso, il vivente, consumando e la vita e se stesso. Godimento della vita è consumo della vita. Bene - ricerchiamo allora il godimento della vita!».
Esiste soltanto l'Unico, a cui tutto deve essere subordinato: «Perché - afferma ancora Stirner -, se si aspira alla libertà per amore dell'io, non fare di questo io il principio, il centro, il fine di ogni cosa? Non valgo io più della libertà? Non sono forse io che rendo libero me stesso, non sono forse io il primo?». In questo contesto, l'altro diventa un puro oggetto di cui l'individuo può servirsi a proprio piacimento e la società va a dissolversi in un'anarchica associazione di individualità. Tale dissolvimento sarà il frutto di un'insurrezione che non deve mirare, come fanno le rivoluzioni, a sostituire una costituzione politica con un'altra, ma ad abolirle tutte in nome dell'assoluto primato dell'individuo.
Di Stirner si sono date varie interpretazioni: nietzscheano prima di Nietzsche, è stato considerato ora un precursore del fascismo, ora un teorico dell'anarchismo, ora un antesignano del pensiero esistenzialista. Ha sostenuto Nicola Abbagnano: «Le idee di Stirner, pur nella forma paradossale e spesso urtante in cui sono formulate, esprimono un'esigenza che si afferma violentemente tutte le volte che viene negata o elusa: quella dell'unicità, dell'insostituibilità, della singolarità dell'uomo». Tale esigenza assume in Stirner toni davvero esasperati, che ben si riflettono nella celebre frase che apre e chiude L'unico e la sua proprietà e che suona: «Ho posto la mia causa su nulla»: «su nulla» e non «sul nulla», come egli stesso volle tanto puntigliosamente quanto eloquentemente precisare rispondendo a una critica mossagli da Feuerbach.

P.S. LUCIGNOLO: Credo che la Costituzione di uno Stato, non debba fondarsi sul lavoro o sulla resistenza come, adesso, è "concepita" in Italia, bensì, sull'individuo.

LA POLITICA DEL "PAPERO - NE"!

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FACCIA DA PAPERO!!!

Camminare fa bene, si scoprono i "lati oscuri" della città!
Popoli - A tal proposito portiamo a conoscenza dei "navigatori” popolesi che già tre anni fa (ci siamo informati), l’ opposizione di allora al Comune di Popoli, fece emergere la suddetta questione (Aca), oggi di dominio pubblico, in seguito ad alcuni esposti presentati alla Procura della Repubblica, affiggendo dei manifesti il cui contenuto era proprio relativo ai rapporti intercorsi tra l’Aca e il Comune di Popoli.
“Starnazzare”, adesso, da un vetro dopo tre anni, nascondendosi o celandosi "dietro a Berlusconi", non è molto edificante!
Ignorando... ergo suum!
Financo, le più elementari “querelle” politiche cittadine!
L’apoteosi dell'ignoranza e della "politica del papero - ne" !
Vocabolario: papero (fig., fam.) Uomo inetto e sciocco (basta guardare la fotocopia in alto a sinistra!).
Sicuramente, chi di gogna cerca di ferire di gogna è perito (ipotesi).
Magari, faremo sapere al Cavaliere (i mezzi non mancano) com'è caduto in basso a Paperopoli!!!
Con questo “modus operandi" volgare e meschino.
Cercando, disperatamente, di "nuotare" annaspando e, per questa ragione, subdolamente, "imbastire" un misero tentativo delegittimante dell'attuale opposizione di governo al Comune di Popoli e, inoltre, "fango al chilo" a chi lo rappresenta e amministra.
Un "atto infame"!
Un modo ridicolo e goffo di fare politica, lesivo dell'immagine di Berlusconi e la CDL (soprattutto locale), presuntuosamente irrispettoso nei confronti della città e, inoltre, a nostro modesto avviso e se non bastasse, profondamente offensivo dell' intelligenza fervida e operosa dei cittadini popolesi, nonchè di chi vota e si riconosce (nella sua massima espressione politica) nel pensiero crociano, degasperiano, sturziano, quindi, cristiano - democratico – liberale e nei principii della cultura" anglosassone" liberalista (Locke, Hume e Smith).
In primis (gli elettori), degni del massimo rispetto.
Di chi nell'intelletto, quotidianamente, si nutre dei "classici" del liberalismo, socialismo, dell'illuminismo ecc.
Ecco perchè, la "vetrofania", è la politica del "papero - ne" misera e tapina!
L' ignoranza - è il "motore primo" dell'inquisizione e della gogna.
La presunzione e il pregiudizio sono "l'humus" della " messa ai ceppi ": quella a priori dell'aguzzino!.
La rabbia e l'invidia il volano di un "piumato" delirio!
Da quale pulpito ?...
Per questo e altro, la redazione di LIBERAL_MENTE pur condividendo, "in toto", i principi e i valori del pensiero catto - liberale italiano e transnazionale, indignata e offesa, si dissocia fortemente da questa, indegna, cialtronata da papero - ne ignorante!

domenica, ottobre 22, 2006

GRILLO: LA CLASSE POLITICA ITALIANA.


Ho una strana sensazione. Avverto degli scricchiolii. Micro fratture nei muri. Leggo dei fischi alla bandiera italiana a Vicenza. Con il palco gremito dei rappresentanti della finta opposizione che sorridono senza fare una piega. Ascolto da mesi discorsi imbarazzanti del Governo. Imbarazzanti per la loro inconsistenza. Per la loro ignoranza. E soprattutto per la mancanza di coraggio. E’ inutile personalizzare, parlare male di Prodi o di Berlusconi. E’ un’intera classe politica, dall’usciere comunale al Presidente della Camera, che si aggrappa ai suoi privilegi. In modo sempre più infantile. Plateale. Per loro noi siamo solo caramelle, gelati, pop corn. Per cambiare veramente bisogna spazzarli via. Ci vuole la ramazza popolare. La democrazia diretta e facce nuove, non queste cariatidi supponenti che passano il tempo a mettersi il fard.Gli italiani, fino ad ora, sono stati alla finestra. Per vedere come andava a finire. Come se assistessero a un film un po’ scarso che non li riguardava. Forse il finale è arrivato. In pensione si va da morti. I risparmi di una vita, il TFR, sono espropriati. Ma anche questo ha ormai poca importanza in un Paese di precari e di senza lavoro. Di finti industriali che controllano le televisioni e i giornali. Che ci stanno spolpando da dentro, grazie al meccanismo delle concessioni. Lo Stato gli concede le frequenze radiotelevisive, l’acqua, le autostrade, la dorsale telefonica, tutto. Roba nostra, soldi loro. E tanta riconoscenza, tante donazioni per i partiti. Che così rimangono alla loro mangiatoia.La classe politica vuole conservare i propri privilegi in un Paese che sta perdendo tutto. Gli italiani cominciano ad accorgersene. Ad avvertire odore di bruciato. E a capire che la differenza è tra noi e loro. Non tra destra e sinistra. C’è una sensazione di irrealtà in giro. Se si ascoltano Casini o Bersani sembra di essere ai tempi di Ceaucescu. Tira un’aria tra il venticinque luglio e l’otto settembre. Un’aria che non promette nulla di buono. Non l’avvertite anche voi?
Chiunque è web editor o web writer va alla ricerca della conoscenza del suo tempo per afferrare il senso del mondo, per sopravvivere nel mondo, forse per cambiarlo.
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