venerdì, ottobre 13, 2006

PESCARA: TERZA CONFERENZA ITALIANA PER IL TURISMO.


Si terrà i prossimi 30 settembre e 1 ottobre la III Conferenza Italiana per il Turismo presso il Palacongressi d´Abruzzo a Montesilvano - Pescara.
La Conferenza è l'appuntamento più importante per il turismo in Italia ed ha cadenza biennale. Governo, Regioni e le componenti del turismo italiano s'incontrano per fissare le linee strategiche della Promozione Turistica Nazionale e per stipulare un "patto" dal quale ripartire per rilanciare nel mondo il marchio Italia. Per il settore del turismo, la III Conferenza Italiana per il Turismo rappresenta un'occasione unica per esaminare e approfondire tutte le sue potenzialità e per pianificare insieme i futuri programmi volti a garantire la maggiore valorizzazione e lo sviluppo di questo comparto dell'economia nazionale.
Per ulteriori informazioni è possibile rivolgersi alla segreteria organizzativa al numero 085-7672098 .

PESCARA: SANITA' ALLO SFASCIO!

MICA TANTO!


Medicine in ospedale, partenza difficile
Farmacie sfornite, disagi per i pazienti anziani.
Mazzocca difende... l'INDIFENDIBILE!
PESCARA
- E’ scattata la distribuzione diretta, nelle farmacie degli ospedali, di alcune importanti categorie di farmaci. Un cambiamento epocale per la sanità abruzzese, nel tentativo di arginare la crescita della spesa sanitaria. E la Regione vuole porre un freno anche alle ricette. Ma l’avvio della nuova iniziativa è costellato di problemi: farmacie sfornite, disagi per i pazienti, specie se anziani. Ma l’assessore Mazzocca difende il provvedimento: «Serve a non mettere ticket».

AQUILA: SULL'ACQUA UN CONSIGLIO REGIONALE DA AVANSPETTACOLO



Acqua, l’Unione è divisa: salta il Consiglio
Rifondazione denuncia: due milioni di euro di stipendi per Ato e enti di gestione

L’AQUILA - E tira un sospiro di sollievo la maggioranza di centrosinistra che all’ultimo momento riesce a schivare il consiglio regionale straordinario sull’acqua. Meno male che una scusa ce l’ha, Del Turco è partito per Bruxelles - non certo all’improvviso - e chiede rinvio perchè vuole essere presente, tutto rimandato a martedì anche se con tanto di punto interrogativo: chissà se in sei giorni la smetteranno di litigare. Perchè il centrosinistra che anche ieri è finito al tappeto per le vistose assenze di assessori e consiglieri e non riesce a garantire il numero legale ormai dall’inizio dell’estate, e sull’acqua non sa ancora che pesci prendere. Dilaniato, spaccato, con posizioni diverse e inconciliabili nonostante l’assessore Mimmo Srour continui rassicurante a ripetere che il progetto di riforma sarà presentato entro un mese, con vistosi effetti benefici sulle tasche dei cittadini. Rifondazione, per esempio, propone quattro Ato e un unico gestore pubblico nel cui cda sia presente un rappresentante dei consumatori. Ma poi c’è Di Matteo capogruppo Ds che propone un solo Ato e 4 società di gestione, o la Margherita che vuole 4 Ato e 6 gestori, e ancora l’Idv con Del Turco e forse anche Melilla che propongono un solo Ato e una sola società di gestione. Ma mentre l’assessore parla di profilo rigorosamente pubblico, il capogruppo Sdi Camillo Cesarone nella prima riunione della cabina di regia se n’è uscito con la proposta di una società mista. Insomma un bel casino. Gli interessi in gioco sono grossi, le cifre le dà Rifondazione: due milioni di euro ci costano Ato e gestori solo di stipendi, basti pensare che il presidente dell’Ato di Pescara guadagna 5.784 euro e rotti, il vice 3.759, come i consiglieri. Compensi che spesso si sommano a quelli da amministratori. In tutto, gli stipendi dei sei Ato abruzzesi gravano sulle tasche dei cittadini per 965.364.84 euro e quelli delle società di gestione per 1.217.481.48 euro. E poi le bollette volano. Ed è un altro secco stop quello che dà Rifondazione al centrosinistra, non c’è solo l’acqua o il rinvio del consiglio straordinario a far fibrillare i rapporti con gli alleati, ma anche la ripartizione dei fondi Cipe: «O questa maggioranza dà un segnale di cambiamento oppure noi non ci mettiamo niente ad andare in minoranza», ammonisce il segretario Marco Gelmini. A far andare su tutte le furie l’assessore Betti Mura e i consiglieri regionali, il taglio di fondi per il sociale e i beni culturali, passati dai 20 milioni di euro del 2004 ai 14 del 2005 ai zero milioni del 2006, e i soldi sarebbero serviti alla ristrutturazione degli istituti per i minori e alla manutenzione e salvaguardia dei beni culturali. Dice Gelmini: «Siamo contro i capi e i capetti che si comportano come si comportava Berlusconi. Abbiamo nominato Del Turco coordinatore della cabina di regia perchè le decisioni vengano assunte lì dentro, ma questo non lo autorizza a decidere all’esterno della cabina». Il secondo monito è per Lamberto Quarta: la legge che lo nomina segretario generale del presidente loro l’hanno votata «turandosi il naso», adesso si aspettano che si dimetta da segretario dello Sdi. E mentre alle 15 va in onda la conferenza stampa di Rifondazione, il consiglio suona a ripetizione la campanella nel tentativo di richiamare ai posti i pochi consiglieri presenti: già in mattinata era stato rinviato per mancanza del numero legale e i lavori, almeno quelli ordinari, dovrebbero proseguire. Dice Mario Amicone dell’Udc: «Lo spettacolo indegno del Consiglio regionale, gratis per i pochi spettatori, ma salato per le tasche dei cittadini registra una nuova puntata senza scrupoli e senza orizzonti: e ciò nonostante la cabina di regia, le denunce di esponenti della maggioranza per le continue assenze ingiustificate del presidente Del Turco, di assessori e consiglieri di maggioranza». «E’ una scusa la partenza di Del Turco - commenta Fabrizio Di Stefano (An)- una scusa futile ma anche pericolosa, che potrà tornare utile ogni volta che la maggioranza dovrà affrontare temi sui quali è lacerata al suo interno». Sì, la maggioranza è in ordine sparso e alla fine viene bocciata dallo stesso centrosinistra pure la proposta di un assessore, Franco Caramanico, di rinviare la risoluzione sul parco tecnologico. Un’ora vola via a discutere di una risoluzione urgente presentata e difesa con urla e denti stretti da Antonio Verini per dare soldi alle scuole private dei salesiani: va a finire che Orlando di Rifondazione ne chiede il ritiro, che Macera dei Comunisti italiani sollecita la verifica del numero legale per lavarsi le mani e che lui, Verini, si mette a sbattere i pugni sul tavolo. Non serve niente, viene rinviata. Ma non c’era la cabina di regia per decidere tutto prima ed evitare brutte figure? «Io faccio il cameramen, non mi hanno invitato», dice Angelo Orlando. «Un’assemblea che fa schifo», è il the end al microfono di Fabrizio Di Stefano.

giovedì, ottobre 12, 2006

POVERA ITALIA!


Nel 2005 le famiglie in condizione di povertà relativa sono 2 milioni 585 mila, pari all’11,1% delle famiglie residenti in Italia. Si tratta complessivamente di 7 milioni 577 mila individui, il 13,1% dell’intera popolazione. Lo dice una ricerca dell’Istat pubblicata ieri 10 ottobre 2006. La stima dell’incidenza della povertà relativa viene calcolata sulla base di una soglia convenzionale (linea di povertà) che individua il valore di spesa per consumi al di sotto del quale una famiglia viene definita povera in termini relativi. La spesa media mensile per persona rappresenta la soglia di povertà per una famiglia di due componenti e corrisponde, nel 2005, a 936,58 euro al mese (+1,8% rispetto alla linea del 2004). Le famiglie composte da due persone che hanno una spesa media mensile pari o inferiore a tale valore vengono quindi classificate come povere. Per famiglie di ampiezza diversa il valore della linea si ottiene applicando una opportuna scala di equivalenza che tiene conto delle economie di scala realizzabili all’aumentare del numero di componenti. La soglia di povertà relativa è calcolata sulla base della spesa familiare rilevata dall’indagine annuale sui consumi. Quest’ultima viene condotta su un campione di circa 28 mila famiglie estratte casualmente in modo da rappresentare il totale della famiglie residenti in Italia.
Differenze territoriali
La povertà relativa presenta una caratterizzazione territoriale molto accentuata: nel Nord e nel Centro sono povere rispettivamente il 4,5% e il 6% delle famiglie, mentre nel Mezzogiorno la percentuale raggiunge il 24%. In quest’ultima area risiede ben il 70% delle famiglie povere residenti in Italia. C’è da aggiungere che, nel Mezzogiorno, ad una più ampia diffusione del fenomeno si associa una maggiore gravità del disagio: l’intensità della povertà raggiunge infatti il 22,7%, rispetto al 17,5% e al 18,9% nel Nord e nel Centro.Scendendo nel dettaglio regionale, la povertà relativa risulta meno diffusa in Emilia Romagna, dove l’incidenza è pari al 2,5%, valore non significativamente diverso da quelli registrati in Lombardia, in Veneto e nella provincia di Bolzano (tutti inferiori al 4,5%). Più elevate, invece, sebbene inferiori alla media nazionale, sono le incidenze osservate in tutte le altre regioni del Centro-nord: dal 4,6% della Toscana al 7,3% dell’Umbria.
La diffusione della povertà nelle regioni del Mezzogiorno è più elevata rispetto al resto del Paese
con l’eccezione dell’Abruzzo, dove la percentuale delle famiglie povere (11,8%) è molto prossima a quella media nazionale. Più contenuta, rispetto alla media ripartizionale (24%), è anche l’incidenza rilevata in Sardegna (15,9%) e in Puglia (19,4%). La situazione più grave è quella delle famiglie campane (l’incidenza è del 27%) e siciliane (30,8%, valore significativamente più elevato anche della media ripartizionale).
Le caratteristiche delle famiglie povere
Un elevato numero di componenti, la presenza di figli - soprattutto se minori - o di anziani in famiglia, così come un basso livello di istruzione e una ridotta partecipazione al mercato del lavoro, sono i fattori associati alla condizione di povertà che concorrono a determinare i forti divari territoriali evidenziati in precedenza.In generale, le famiglie con cinque o più componenti presentano livelli di povertà più elevati: in Italia il 26,2% di queste famiglie vive in povertà, percentuale che si attesta al 39,2% nel Mezzogiorno. Si tratta per lo più di coppie con tre o più figli e di famiglie con membri aggregati, tipologie familiari che mostrano, a livello nazionale, un’incidenza rispettivamente pari al 24,5% e al 19,9%.

mercoledì, ottobre 11, 2006

ERGA OMNES: LA SOLUZIONE E' ROBY!



Roby è un montascale mobile a cingoli che consente alle persone in carrozzina di essere parte attiva della vita sociale, permettendo loro di superare le barriere architettoniche che si frappongono agli spostamenti sia domestici che esterni.
Roby rientra nei
L.E.A (Livelli essenziali di assistenza), è inserito nel Nomeclatore Tariffario e pertanto può essere fornito, da parte del SNN, in comodato d'uso agli aventi diritto.
INNOVAZIONE E SICUREZZA
Roby è il risultato di un processo di innovazione concepito per la sicurezza del conducente e il comfort del trasportato.
Grazie al controllo elettronico integrale della trazione (Tratogetronic) Roby assicura velocità costante in ogni situazione di utilizzo. La caratteristica fondamentale ed assolutamente innovativa data dalla gestione elettronica è poter usufruire di una "riserva di energia" tale da evitare il rischio di fermi macchina durante il trasporto lungo le scale.

IL GOVERNO PRODI NON HA IL SENSO DELLA VERGOGNA!



NO alla tassa sulle rassegne stampa

Sono contrario all'imposizione di una tassa sulle rassegne stampa realizzate senza scopo di lucro.
Chiedo
pertanto che il Parlamento abolisca con un opportuno provvedimento il primo comma dell'articolo 32 del capo IX del decreto legge 3 ottobre 2006 n. 262, recante "Disposizioni urgenti in materia tributaria e finanziaria", con cui sono state anticipate alcune delle misure previste dal disegno di legge finanziaria 2007.Questa tassa non aggiungerebbe niente al lavoro dei giornalisti e degli scrittori, ma sarebbe solo un ingiusto guadagno per i gruppi editoriali a cui questi autori hanno ceduto la gestione dei loro diritti.
Chiedo che la legge sul diritto d'autore venga ripristinata nella sua precedente formulazione, in base alla quale "gli articoli di attualità di carattere economico, politico o religioso, pubblicati nelle riviste o nei giornali, oppure radiodiffusi o messi a disposizione del pubblico, e gli altri materiali dello stesso carattere possono essere liberamente riprodotti o comunicati al pubblico in altre riviste o giornali, anche radiotelevisivi, se la riproduzione o l'utilizzazione non è stata espressamente riservata, purché si indichino la fonte da cui sono tratti, la data e il nome dell'autore, se riportato".Chiedo al governo del mio paese di promuovere come previsto dalla stessa Costituzione, lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica, anche e soprattutto attraverso la libera circolazione dei saperi e la difesa del diritto a "cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere", stabilito dalla dichiarazione universale dei diritti dell'uomo.Mi impegno a fare quanto e' in mio potere affinche' venga pubblicamente denunciato ogni tentativo di soffocare la libera iniziativa culturale dei cittadini con obblighi e tassazioni contrarie ai principi costituzionali e ai diritti umani universali.
Aderisci:-
singole persone- enti e associazioni
Adesioni dal 4 ottobre 2006: - 1549 persone - 126 enti/associazioni

FINANZIARIA: COMUNI SOTTO PRESSIONE.

clicca sulle foto per ingrandirle
Questa finanziaria fa paura.

Finanziaria, Comuni sotto pressione.
Dopo un lungo incontro tra Governo e Comuni si è giunti a un’intesa sui tagli stabiliti dalla Finanziaria.
L’accordo raggiunto ieri dunque toglie “il tetto del 2,76% per la possibilità di fare investimenti. Sarà possibile alleggerire i sacrifici che dovranno sostenere i comuni e le province di 600 milioni di euro. Inoltre il governo ha proposto di costruire un fondo di 260 milioni di euro per aiutare i piccoli comuni", ha spiegato il ministro per i rapporti col parlamento, Vannino Chiti.
Ma anche con uno sconto di 600 milioni di euro, il sacrificio chiesto agli enti locali non è di poco conto e più di tutti Lombardia e Campania pagheranno di più, in termini di tagli, per la manovra correttiva 2007. Meno 'salato' sarà il conto del Molise.
La 'classifica' delle regioni più sotto pressione emerge dai dati forniti dalla Corte dei Conti durante l'audizione davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato sulla Finanziaria 2007.
Secondo la magistratura contabile nel caso delle Regioni la correzione prevista va inoltre ad intervenire ''su un quadro tendenziale che, nella ricostruzione del Governo non sembra presentare andamenti particolarmente pronunciati: la crescita della spesa complessiva è del 3,3% rispetto al 2006 (in termini nominali) e risente soprattutto della dinamica dei trasferimenti alle aziende sanitarie ed ospedaliere regionali”.
Il che è come dire che in fondo le regioni non aumenteranno la spesa in modo tanto sensibile e che comunque l'incremento servirà a coprire le spese per gli ospedali. Tanto che al netto di questa voce l'incremento previsto sarebbe dell'1,5%.
Sta di fatto che complessivamente lo Stato chiede alle regioni una contrazione di spesa di 1,1 miliardi per il prossimo anno rispetto a una spesa corrente complessiva di 90,8 miliardi.
Dopo la Lombardia, che in base alla manovra potrebbe subire una riduzione di 177,6 milioni di euro, si piazza la Campania che dovrà ''risparmiare'' 144,4 milioni. La regione campana supera anche il Lazio (127,9milioni di tagli) e il Piemonte (124,8 milioni di tagli). Sotto la soglia dei 100 milioni, si trova poi il Veneto (-91,1 milioni),l'Emilia Romagna (-90,6 milioni), la Puglia (89,2 milioni) e la Toscana (80,8 milioni).
In coda alla classifica sono le regioni più piccole: il Molise, che dovrà ridurre le proprie spese di 13,3 milioni, l' Umbria di 25,7 milioni, l'Abruzzo di 26,6 milioni e la Basilicata di 31,3 milioni. A metà classifica ci sono poi la Calabria che con 64 milioni di tagli supererà così la Liguria (40,7 milioni) e le Marche (35,1%).

martedì, ottobre 10, 2006

POPOLI: IL CINEMA IN MOSTRA


"IL CINEMA E' IN MOSTRA"
POPOLI – Ancora una volta la Taverna Ducale di Popoli, sede della Sovrintendenza Psae, sarà il luogo che ospiterà un nuovo e interessante appuntamento artistico-culturale.
Dal 7 al 21 Ottobre, mostra cinematografica intitolata "Coppìn Cinema", nella suggestiva "location" medioevale popolese.
Una retrospettiva cinematografica, personale, a cura di Brunella Campea, patrocinata dalla Sovraintendenza ai beni storico - artistici.
Orario di apertura e chiusura, tutti i giorni, dalle 17.00 alle 20.00.
Dopo la mostra di pittura, "tra il Cielo e la linea", dell'artista spoltorese Cecilia Falasca un' ulteriore e, affascinante, iniziativa culturale "sponsorizzata" dal direttore Roberto Franco (responsabile della sovrintendenza Psae di Popoli).
Chiunque è web editor o web writer va alla ricerca della conoscenza del suo tempo per afferrare il senso del mondo, per sopravvivere nel mondo, forse per cambiarlo.
Google
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