sabato, settembre 09, 2006

W LA MADONNA DELLE GRAZIE!



POPOLI - Si è celebrata ieri, riuscitissima, la Festa in onore della "Madonna delle Grazie", in occasione del Suo 2° decennale (1996 - 2006) voluta, insistentemente, dal sacerdote e Rettore della Chiesa omonima Don Ugo Di Donato.
Autore, tra le altre cose, di numerosi libri storici su Popoli che, ho avuto modo per l'occasione, di "risfogliare" piacevolmente.
Dopo la processione - presenti le massime autorità locali e la Congrega della SS. Trinità - per le strade cittadine, i fedeli e gli abitanti si sono radunati nella piazzetta antistante la Chiesa (quarto S.Anna), per ascoltare - dalla cassarmonica - il complesso bandistico "Citta di S. Giorgio Ionico (Ta).
Applauditissimo dagli appassionati e, specificatamente, la "prima cornetta", cuore e anima di ogni banda che, insieme al Maestro spagnolo Jorge che la dirigeva e agli altri musicisti, non ha lesinato momenti di virtuosismo musicale di alta qualità sonora e capacità individuali di notevole livello.
"Deus ex machina" delle celebrazioni in onore della Madonna, Don Vincenzo Paura neo sacerdote popolese.
Infine, i consueti e spettacolari fuochi pirotecninci che hanno chiuso la bellissima manifestazione al motto di Don Vincenzo che, all'uopo, la redazione di Liberal_mente insieme, sicuramente, ai tanti cittadini intervenuti vuol fare suo: W LA MADONNA DELLE GRAZIE!
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LUCIGNOLO

IL 4° CAMPIONATO ITALIANO DI TIRO.




SI SVOLGERÀ A POPOLI

IL 4° CAMPIONATO ITALIANO DI TIRO ALL’ANTICA BALESTRA

La federazione nazionale dell’antica balestra (LITAB), che raccoglie quasi tutte le compagnie di balestrieri che animano un gran numero di rievocazioni storico-medioevali in Italia, ha voluto che venisse celebrato a Popoli il Campionato Italiano di Tiro all’Antica Balestra Manesca, giunta quest’anno alla sua 4° edizione.
Il compito di dar vita a questa manifestazione che prevede la partecipazione delle squadre più blasonate d’Italia, è stato affidato all’Associazione culturale Recta Rupes (Presidente Bonifacio Damiani), organizzatrice della rievocazione storica del Certame de la Balestra, unica nel suo genere in tutto l’Abruzzo.
Popoli può contare, per la conquista del titolo, su un nutrito e valoroso gruppo di balestrieri che si sono già distinti nel Campionato di due anni fa, ottenendo il primo e secondo posto nella gara individuale.
Le 8 compagnie selezionate, che disputeranno anche un torneo a squadre, saranno accolte prima della gara, che si svolgerà in Piazza della Libertà, dalle autorità regionale, provinciale e comunale presso il Palazzo Pubblico alle ore 10 di Domenica 10 Settembre 2006.

LA BALESTRA

La Balestra attualmente usata - a Popoli si userà anche quella, cosiddetta, d'appoggio - nelle gare agonistiche è la cosi detta 'balestra da banco'. Essa è dotata, oltre che dei congegni di spinta della Verretta (freccia da gara), da un idoneo meccanismo di sicurezza al fine di evitare che accidentalmente la Verretta parta.

Staffa
Elemento in ferro d'appoggio a terra durante la fase di caricamento e punto d'appoggio sul banco al momento del tiro. Esso è posto all'estremità anteriore della Balestra.


Tirante
E' il collegamento in ferro tra la staffa, l'arco ed il teniere.


Teniere
Da una trave di legno sagomata di noce nazionale stagionato parte il lavoro di incastro per ottenere la struttura portante della balestra. L'opera di precisione a scalpello deve ottenere l'incastro per le piastre, la leva di scatto, le scatola sede della noce e tutti gli altri elementi della balestra. Una volta terminata la parte tecnica il teniere viene nobilitato ed aggraziato da intagli che personalizzano l'oggetto sino a renderlo unico e prezioso.


Arco
La parte più importante della balestra, dalla sua perfezione dipende gran parte della precisione del tiro. La lavorazione dell'arco inizia da un tondino d'acciaio armonico, attraverso la forgiatura al maglio si ottiene, una barra grezza che dopo una rettifica assume la geometria definitiva. Con la sagomatura viene incurvato l'arco che dopo la saldatura degli occhielli per agganciare le corde passa alla tempra e le successive lavorazioni.


Corda
In canapa, lino o cotone ritorto, con un numero di fili proporzionale alla potenza dell'arco, è l'elemento che trasmetta il moto alla Verretta.


Leva di scatto, noce, sicura e puntamento
La leva di scatto sagomata è tornita secondo l'estetica del teniere e ne segue la sagoma, essa vincola la noce attraverso un puntone che impedisce la rotazione della noce stessa; basti pensare che in 2,5mm di contatto sopporta il carico di 14,5 quintali di spinta dell'arco. La noce, in bronzo all'alluminio, emerge parzialmente dalla piastra superiore ed alloggia sia la corda in tensione che l'estremità (culatta) della freccia. La leva di scatto, nella sua parte terminale, è vincolata a sua volta al teniere per mezzo di un ponticello su cui è alloggiato un meccanismo di sicurezza. La piastrina di tiro (padellino) e la diotra di mira sono gli elementi essenziali per il calcolo empirico dell'arco di parabola della freccia, indispensabile per il tiro tipico da "artiglieria" che contraddistingue la balestra antica all'italiana.


Le Piastre
Di acciaio C40 servono a contenere le tensioni e sollecitazioni dell'arco sulla meccanica della balestra, ovvero scaricano il legno dall'onere di sostenere la potenza dell'arco stesso. La piastra superiore è lavorata in modo da contenere la "volata" della freccia e la sede della noce. La piastra inferiore contiene la sede di innesto della leva di scatto. Le piastre laterali contengono gli elementi dello scatto. L'incisione delle piastre correda l'estetica parimenti all'intaglio del legno del teniere.


Il Martinetto
Composto di un ingranaggio ed un asta a cremagliera tramite il movimento rotatorio della manovella solleva la corda sino alla posizione di tiro. Per sollevare la corda il martinetto viene vincolato ad un punto fisso, posto a dietro la noce.

La Freccia
Attraverso la perfezione di questa si realizza l'obiettivo del tiratore. 50 cm di legno di faggio stagionato, un cono cavo di acciaio C40 (puntale), 2 porzioni di penna e un chiodo fissato sulla "pancia" (mirino) sono i componenti della freccia. La forma del legno è affusolata nella parte di punta e cilindrica nel fusto.

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LUCIGNOLO

SANITA' ABRUZZESE: LA "RIFFA" DEGLI OSPEDALI.



Mazzocca: nessun ospedale chiuderà (?)
I cinque più piccoli saranno “trasformati”: ecco chi c’è nella lista nera.
- Nessun ospedale chiuderà i battenti assicura l’assessore alla Sanità Bernardo Mazzocca: in Abruzzo non si spargeranno lacrime e sangue proprio no. Ma i doppioni, i ricoveri inutili, i poli di eccellenza a pochi chilometri di distanza, quelli ce li dovremo davvero scordare. E tanto per cominciare nel piano per la riduzione dei posti letto e del tasso di ospedalizzazione che sarà presentato martedì prossimo ai ministri del Tesoro e della Sanità a Roma nel vertice con le regioni pecore-nere, la Regione Abruzzo presenterà una suddivisione degli ospedali in quattro fasce e soprattutto la riconversione di cinque piccoli ospedali in ”ospedali di comunità a prevalente attività assistenziale”. La traduzione è che nessuno, neppure il più piccolo degli ospedali abruzzesi chiuderà i battenti ma si trasformerà. «L’ospedale di comunità è una struttura sanitaria dove convergeranno una serie di attività diagnostiche anche di alta specializzazione, i medici di base, la guardia medica e il 118 - spiega il dottor Francesco D’Atri dell’assessorato alla Sanità - e in cui, in aggiunta, verranno conservati posti letto per i pazienti che non abbiano bisogno dell’ospedale vero e proprio e che lì potranno essere seguiti direttamente dal medico di famiglia». Una specie di poliambulatorio superaccessoriato insomma, in cui sarà possibile anche ricoverarsi per patologie non gravi. E per decidere quali saranno i cinque ospedali che saranno trasformati, Mazzocca promuoverà un convegno al quale parteciperanno i sindaci e gli operatori di Marche e Toscana, che sono le regioni in cui l’operazione restyling dei piccoli ospedali è stata attuata con successo. La caccia ai cinque è già partita ma è rigorosamente top secret perchè le pressioni politiche si sprecano. In ogni caso toccherà agli ospedali con meno di 120 posti letto e in Abruzzo sono sette: se si esclude Castel di Sangro che la Regione ha già deciso di salvare «per la particolare situazione territoriale, cioè ospedale di montagna coincidente con il territorio della comunità montana con alta concentrazione turistica e molti pazienti provenienti dal Molise», restano Tagliacozzo (61 posti letto), Pescina (54), Guardiagrele (99), Atessa (117), Casoli (92), Gissi (87). Di questi solo uno salverà la sua identità, oppure sarà chiuso. Nella valutazione inciderà sicuramente il tasso di ospedalizzazione, i reparti-doppione ma anche l’influenza politica dei vari politici regionali. Un fatto è che proprio in provincia di Chieti c’è un’alta concentrazione di ospedali e di case di cura private e alla scure della Regione potrebbe non sfuggire l’ospedale Ss. Immacolata di Guardiagrele. «Procederemo a una riqualificazione complessiva dell’offerta ospedaliera secondo cui ogni ospedale dovrà rispondere alle reali esigenze del territorio, senza la pretesa illusoria di creare numerosi poli di eccellenza tanto costosi quanto inutili - dice l’assessore Mazzocca - L’eredità del sistema sanitario abruzzese acquisita dal centrosinistra nel 2005 è un fardello tra i più pesanti di cui la nuova amministrazione regionale ha dovuto farsi carico». La risposta è indirizzata ai consiglieri del Polo che hanno duramente attaccato la suddivisione della rete ospedaliera in fasce. Che in questi giorni è stata ulteriormente corretta: previste quattro fasce per gli ospedali pubblici, nella a convergeranno 4 ospedali con più di 400 posti letto che diventeranno ”ospedali ad elevata intensità clinico assistenziale; nella b 6 ospedali con più di 200 posti letto che diventeranno ”ospedali della rete ospedaliera locale”; nella c 6 ospedali che diventeranno presidi ospedalieri; nella d i 5 ospedali che invece di chiudere saranno trasformati. Ma è anche prevista la possibilità di accorpamenti di presidi ospedalieri (per esempio Penne-Popoli) con conseguente salto nella qualifica. Lì la Regione pensa di aprire un centro di oncologia. In ogni caso il piano che sarà discusso martedì a Roma, una volta definito nei dettagli, diventerà legge entro la fine dell’anno. In ballo c’è la solita agognata etichetta di regione ”virtuosa”: per conquistarla Mazzocca è disposto a tutto.

giovedì, settembre 07, 2006

SCARICA IL MODULO PER I RIMBORSI.


Grandine, ecco i link per scaricare i moduli della richiesta indennizzo
LUCIGNOLO - Sono disponibili sul sito internet della Protezione civile regionale i moduli per la richiesta di indennizzo per i danni riportati nelle grandinate di agosto. Le violente grandinate, che si sono abbattute su tutta la regione lo scorso 13 agosto, hanno arrecato, in alcuni comuni, ingenti danni. Distrutte moltissime colture. Gli enti, le amministrazioni comunali e i cittadini possono segnalare gli eventuali danni e fare richiesta di contributi per il ristoro, utilizzando la nuova procedura di Segnalazione Danni. Ma poiché i contributi sono subordinati alla disponibilità delle risorse economiche, la segnalazione del danno, non può costituire, in sé, un diritto al ristoro. I moduli sul sito (
rintracciabili a questo indirizzo e non quello indicato erroneamente dal sito della Regione Abruzzo come si può verificare )riguardano enti pubblici, privati e amministrazioni comunali.Le richieste dovranno pervenire entro il prossimo 12 settembre.

mercoledì, settembre 06, 2006

BRAVO FRANCESCO!


FRANCESCO "IN AZIONE" SULLE SVOLTE

POPOLI - A noi - ormai è noto - della redazione di LIBERAL_MENTE piacciono i ragazzi, come si suol dire: "IN GAMBA"!
Per questo, cogliamo l'occasione per congratularci con Francesco Silveri per la sua, superba, "performance" nella 44esima "Cronoscalata Svolte di Popoli".
Il Nostro carissimo amico, è risultato primo assoluto sia di classe (2000), che di gruppo, quello N per intenderci.
A Lui, rivolgiamo i nostri più sinceri auguri per lo straordinario risultato ottenuto e per una, certa e futura, brillante carriera automobilistica.
Bravo Francesco!

martedì, settembre 05, 2006

POPOLI: FESTA DELLA MADONNA DELLE GRAZIE.


PROVENIENTE DALLA CHIESA DI SAN PIO V (DETTA DI SAN DOMENICO)
POPOLI (PE) - La scultura lignea della Madonna del Suffragio, proveniente da Popoli, ha un impianto iconografico appartenente alla cultura figurativa devozionale, popolare, presente in gran parte dell’Italia meridionale post-tridentina. Il tema iconografico è legato strettamente a quello della Madonna delle Grazie e ne rappresenta una variante. Infatti, il tema della Madonna col Bambino che fa stillare latte dal seno per il refrigerio delle anime purganti è presente, ad esempio, in molti dipinti dell’Italia meridionale tra la seconda metà del XVI secolo e fin verso la fine del secolo seguente, ma anche oltre. Tanto per fare un paio di esempi, vorrei citare la Madonna delle Grazie tra san Giovanni Battista e sant’Antonio da Padova, dipinto di Giovan Bernardo Lama nel 1560, conservato a Camerota (Salerno) nella Chiesa di Santa Maria delle Grazie. La Madonna sta premendo con la mano il seno sinistro da cui sgorgano copiose gocce di latte raccolte da un gruppo di anime purganti; stesso impianto iconografico lo ritroviamo in un dipinto ubicato nella Chiesa di Santa Maria delle Grazie a Lentiscosa (Sa), frazione di Camerota. L’ignoto pittore meridionale degli inizi del XVII secolo ha rappresentato la Madonna allo stesso modo del Lama, anch’ella fa sgorgare dal seno il proprio miracoloso latte, a refrigerio delle anime che attendono questa pioggia miracolosa. Anche qui la Madonna ha il titolo di Madonna delle Grazie. Altro esempio è la Madonna del Suffragio di Carlo Sellitto ad Aliano (Matera). Ma di esempi simili li ritroviamo un po’ dappertutto nelle opere del periodo post-tridentino nell’Italia del Sud e non solo.Iconograficamente la bella statua lignea policroma della Madonna del Suffragio di Popoli si richiama quindi al tema pittorico e iconografico della Madonna delle Grazie. Tradizionalmente la Madonna indossa un manto azzurro, colore del cielo, e si riferisce al suo ruolo di “Regina Coeli”. La veste è rossa. Lo scultore ha mantenuto tale cromatismo simbolico. Stilisticamente tale opera rivela caratteri distintivi che sono propri dello scultore estense Giacomo Colombo (Este 1663 – Napoli 1731 ca) e della sua bottega. Colombo è documentato nella cattedrale di Sulmona con una Santa Teresa, che risale al 1697, e al 1706 è documentato con un busto ligneo di S. Antonio da Padova nella Chiesa di San Francesco della Scarpa a Chieti. Anche altri centri tra Molise ed Abruzzo presentano opere variamente attribuite al Colombo. Ciò testimonia l’importanza della bottega del Colombo, che da Napoli esportava opere in tutto il Sud d’Italia e anche in Spagna, come dimostrano gli studi finora svolti in merito. La Madonna del Suffragio è un’opera sicuramente pregevole e denota un’ accentuata vena naturalistico-espressionista, caratteri anch’essi peculiari delle sculture colombiane, pur con una sintassi che affonda le radici nella cultura scultorea spagnola e nella gestualità e nella teatralizzazione enfatica propria della generale cultura figurativa barocca, unita a un forte compiacimento realistico, sia nella resa delle parti anatomiche che nella resa cromatica degli incarnati: sono elementi che ritroviamo anche nella cultura plastica derivante dalla tradizione presepiale partenopea. L’opera sembra appartenere a un arco temporale che s’aggira intorno al primo quindicennio del XVIII secolo. Al momento non risulta essere stata fatta alcuna ricerca archivistica in merito alla sua paternità, che stilisticamente sembra avere tutti i caratteri colombiani. In particolare, il volto della Madonna è costruito secondo un ovale regolare, attraverso un modulo compositivo che è comune ad altre opere colombiane autografe: la resa dell’incarnato è perfetta, con un cromatismo che ne mette in risalto la bellezza. E noi sappiamo che il Colombo è stato anche un grande colorista. Nello stesso tempo si evince anche una lettura “psicologica” della Madonna, con uno sguardo assorto e pensoso, carico di sereno pathos. Ricordo che Giacomo Colombo era un bravo maestro nella resa fisionomica dei suoi personaggi scolpiti. Non dimentichiamo che la scultura lignea policroma ben si prestava a suscitare un forte impatto emotivo nel pubblico dei fedeli e che, anche in questo caso, si tratta di un’opera che serviva a suscitare pietà, ammirazione e devozione verso il culto della Madonna e dei Santi.L’attenzione verso una puntuale la resa anatomica dei volti e delle mani, per esempio, è sicuramente un ulteriore elemento che contraddistingue la grande professionalità dello scultore, che possedeva conoscenze anatomiche indiscutibilmente approfondite. Basti guardare, ad esempio, il viso e il corpo del Bambino, con la resa delle carni e le pieghe della pelle evidenziate in maniera indiscutibilmente straordinaria. Il volto della Madonna, poi, è inquadrato dal mantello e dal velo e ricorda molto da vicino, sia nella costruzione plastica e dinamica dei panneggi che nella resa fisionomica del volto, la Sant’Anna con la Vergine bambina nella Chiesa parrocchiale di San Nicola a Petina (Salerno). Il velo chiaro che ricopre il capo della Madonna, sottostante il manto, ricorda molto da vicino le figure presepiali partenopee femminili, variamente atteggiate nella loro popolanità esuberante. E anche questo è un elemento stilistico, una “cifra” stilistica propria della cultura colombiana. Significativa è la resa plastica del panneggio che sostiene il Bambino e l’anatomia, perfetta, della mano sinistra della Madonna che s’incunea tra le pieghe, a sostegno del Figlio. Sono chiari elementi stilistici che riconducono, ancora una volta, al Colombo. Così anche la mano destra della Madonna del Suffragio, che stringe la mammella, è del tutto simile a quella della Madonna delle Grazie, datata 1706 e firmata dal Colombo, nell’omonima cappella di Montecorvino Rovella (Salerno). La medesima ricercatezza plastica la si nota anche nelle tre figure di Anime purganti ai piedi della Madonna, in atto di ricevere sollievo dal latte che fuoriesce dal suo seno. Il lavoro di restauro della dottoressa Cornelia Dittmar, a mio avviso eccellente, ha riportato alla luce un capolavoro “nascosto” che può ben dirsi in linea con la grande produzione scultorea di Giacomo Colombo. E se dal punto di vista dell’analisi stilistica si può propendere verso la diretta paternità colombiana è bene precisare che sarà opportuno procedere a un’ulteriore ricerca archivistica che possa confermarci quanto fin qui detto.
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lunedì, settembre 04, 2006

ECCO LA VERITA' SULLA VISITA DEL PONTEFICE A MANOPPELLO.


Aptr: «Evento riuscito alla perfezione». Ma…
ABRUZZO. E' stata pronta la dichiarazione di Carlo Costantini, presidente Aptr - Azienda di promozione turistica regionale sulla visita di Benedetto XVI al Santuario del Volto Santo di Manoppello.
Ma lui c’era?
In fondo la visita, vista con gli occhi di chi a fatica sta cercando di far conoscere la nostra regione all'estero, è stata la più grossa operazione di marketing turistico (religioso) mai messa a segno, tra l'altro con impegno della politica pari allo zero. Per giunta gratuita (o quasi).«L'evento è riuscito alla perfezione, giusto il taglio dato alla giornata», dice Costantini, «Sono convinto che la visita potrà caratterizzare il futuro della promozione turistica in Abruzzo. Il tutto nel rispetto della religiosità della giornata. Va dato merito agli amministratori di Manoppello, all'organizzazione della Curia e alle Forze dell'ordine, tutti uniti per la perfetta riuscita della visita del Santo Padre. Il calore con il quale è stato accolto il Papa è stato coinvolgente, la sua dolcezza e sensibilità toccanti, come l'affetto di Monsignor Bruno Forte, Arcivescovo di Chieti-Vasto. Le belle parole che il Papa ha speso per l'Abruzzo e la sua gente sono un segno di considerazione che ci onora». Una dichiarazione di circostanza come tante. Noi c'eravamo e Costantini proprio non l'abbiamo visto. L'impressione per tanti dei giornalisti presenti sono state invece molto diverse per i disservizi e la disorganizzazione creatasi per lo svolgimento del loro lavoro.Diametralmente opposto a quello di Costantini il nostro personale giudizio.Pessima la ubicazione della postazione dei fotografi messa di fianco al Santuario, poco utile per le esigenze fotografiche e anche televisive con il papa mai visibile o di profilo per brevissimi istanti (dettagli tecnici che evidentemente sono sfuggiti a quei tecnici professionisti che hanno organizzato e curato la parte informativa e le relazioni con la stampa). - Pessima l'organizzazione in sala stampa con poche postazioni utili e comode dove poter lavorare.- Ridicolo il collegamento internet (indispensabile per tutte le testate) ad una velocità di 56 kb (impossibile trasmettere foto). PrimaDaNoi.it ha dovuto sopperire con mezzi di fortuna per riuscire a pubblicare in tempo reale, così hanno fatto le altre grande testate. Gli altri si sono arrangiati.- Mezzi scarsi dunque messi a disposizioni delle oltre 50 testate presenti ieri a Manoppello dalla organizzazione della Curia e dei Cappuccini (solo per citarne una, il testo del discorso del pontefice è stato consegnato dopo oltre 30 minuti dalla chiusura dell'evento, quando ormai le agenzie e i quotidiani in tempo reale che lo avevano già reperito altrove)- Disorganizzazione e approssimazione l'hanno poi fatta da padrona nella distribuzione delle immagini dall'interno del Santuario inaccessibile ai giornalisti (scelta contestabile ma accettabile perché fino alla vigilia era stata assicurata la copertura fotografica dall'interno da parte degli stessi organizzatori). Invece a cose fatte alle 11.30 ci viene comunicato che le foto non saranno distribuite. Dal punto di vista giornalistico non avere una foto con il papa davanti al Volto Santo significa non avere nulla. Ma poiché quelle immagini non le avrebbe avuto nessuno…Eppure oggi tutti i quotidiani locali, e non solo, hanno le foto avute chissà in che modo o utilizzando chissà quali amicizie o pressioni quando erano un diritto di tutti i giornalisti presenti. A noi che ci siamo premurati per giorni di avere la conferma di poter disporre di quelle foto non sono state consegnate nonostante le nostre veementi proteste e le ripetute richieste fino a tarda sera. Anzi siamo stati rimbalzati da una parte all’altra. Con noi almeno un settimanale nazionale e due stranieri hanno avuto gli stessi problemi ed alla fine hanno deciso di non pubblicare più nulla perché impossibilitati.Si sono trovati spiazzati anche i grandi giornali e settimanali che tuttavia potranno rimediare utilizzando obbligatoriamente le foto divulgate dal servizio Ansa a pagamento. Non ci pare si organizzi così un grandissimo evento come questo, tanto più quanto ci si pavoneggia davanti ad articoli di stampa di giornali stranieri perché parlano "dell'Abruzzo" quando poi li si tratta in questo modo. Per noi è stata una assoluta vergogna assistere e ascoltare i commenti a mezza bocca di colleghi ben più prestigiosi di noi su queste vicende. Manoppello non era pronta e nemmeno le persone coinvolte nella organizzazione e pianificazione a questo evento.La disorganizzazione la si è vista anche tra le forze dell'ordine con disposizioni assurde e ridicole.Parliamo ancora dei giornalisti che hanno l'obbligo di informare e raccontare un evento festoso e di gioia (raccontiamo ovviamente le nostre esperienze ed il nostro punto di vista). Decine di uomini tra finanzieri, poliziotti, volontari hanno letteralmente impedito di svolgere il nostro mestiere con modi e maniere da biasimare.Siamo stati placcati e guardati a vista come delinquenti e trattati in malo modo da ufficiali in divisa prepotenti ma che eseguivano solo un ordine dall’alto.Abbiamo assistito a disgustosi alterchi e spintoni tra fotografi e uomini in divisa per scattare una foto da una posizione favorevole senza invadere le zone off limits.Abbiamo visto chiedere i documenti al giornalista da parte del finanziere e quest’ultimo rimanere con un palmo di naso vedendo il fotografo allontanarsi nonostante il suo ordine contrario. Brutte scene. Semplicemente ridicola la disposizione dell'organizzazione e delle forze dell'ordine di impedire ogni possibilità di movimento ai giornalisti (che però avevano tutta la "libertà di muoversi nelle retrovie" e nelle zone nelle quali nemmeno il Santuario si vedeva, figurarsi il papa). Fotografi e operatori sono stati costretti a rimanere in ostaggio sul palchetto costruito per loro mentre i più furbi, e magari prepotenti, si sono fatti largo lo stesso. Abbiamo contestato la disposizione assurda che vietava ai giornalisti di camminare tra la folla e stare nelle zone assegnate ai fedeli così che in maniera assurda e grottesca i piccoli chierichetti vicini alle transenne con la loro piccola macchina fotografica hanno potuto avere una visuale migliore di qualunque altro fotografo professionista (onesto ed educato). Semplicemente assurdo. I professionisti educati e civili quindi sono rimasti vittima delle solite logiche delle “simpatie” e dell’appartenenza ad una lobby che governano la nostra regione e della ubiqua imperante imperizia delle persone con le quali siamo costretti ad avere rapporti per fare il nostro mestiere. Peccato che così facendo si perdono moltissime opportunità di far comparire sempre più articoli su giornali nazionali ed esteri.Per non parlare degli 8mila presunti pellegrioni costretti a partire con i pullman anche alle 3 di notte e stazionare in attesa per ore per “disposizioni superiori”. Così ci sono stati numerosi malori da parte di persone anziane e giovanissimi che non hanno retto alla calca, alla folla e al caldo. Davvero impeccabile l'organizzazione egregio Costantini.
a.b.

domenica, settembre 03, 2006

POPOLI: LA CRONOSCALATA LA VINCE SIMONE FAGGIOLI.





POPOLI 3/09/2006 ORE 16.38 - E' andata al fiorentino Simone Faggioli la 44 esima edizione della "Cronoscalata Svolte di Popoli" valida per il Trofeo Italiano della velocità Montagna.
Il pilota si è imposto sul tecnico tracciato con un "tempone" record 6’41”24, "volando", con la sua vettura, in cima all'arrivo (bivio) di S. Benedetto in Perillis.
Il pluricampione italiano ed Europeo al volante della Osella PA 21 Honda, vince, alla media oraria intorno ai 135 Km, davanti al super favorito Franco Cinelli.

Faggioli, ha sofferto la "sconnessione" dell'asfalto che non ha permesso alle gomme di mescola morbida il giusto grip nella seconda e determinante parte del tracciato, dove è fondamentale avere fiducia sulla tenuta in appoggio del mezzo.
Simone Faggioli: “E’ una delle gare più belle d’Italia, difficile da memorizzare ed impegnativa per le regolazioni da effettuare sulla vettura. Le molte curve in sequenza rendono difficoltosa la memorizzazione del percorso di gara, dove se non si ha una buona concentrazione si possono perdere i riferimenti. La vettura deve avere molta motricità ed un assetto piuttosto morbido che permetta un buon appoggio in curva dove è necessario affidarsi al grip e non al carico aerodinamico per le velocità non elevate che si raggiungono.
CLASSIFICA GENERALE
Classifiche della gara: Gruppo CN: 1.Faggioli, Osella PA 21/S, in 6’41”24; 2. Merli, Osella PA 21/S, a 1’’16; 3. Baldi, Osella PA 21/S, a 3”22; 4. Fattorini, Osella PA 21/S, a 3”66; 5. Irlando, Osella PA 21/S, a 5”01; Gruppo E2: Peroni, Lucchini Honda, in 6’49”47; 2. Pezzolla, Radical Suzuki, a 28”87; 3. Gerardi, Osella PA 21/S, a 36”38; 4. Palma, Lucchini Renault, a 50”15 Toschi, Osella PA 21/S, a 58”14; Gruppo GTM: 1. Nappi, Ferrari 550, in 7’04”50 ; 2. Isolani, Ferrari 575, a 8”92; 3. Gramenzi, Chrysler Viper, a 10”16; 4. Pierdomenico, Ferrari 360, a 42”63; 5. Perini, Porsche 996, a 58”08; Gruppo E1: 1. 1. Iacoangeli, BMW 320, in 7’21”26; 2. Di Guseppe, Alfa Romeo 155 GTA, a 2”01; 3. Iacoangeli Maurizio, BMW M3, a 28”35; 4. Del Cotto, BMW M3, a 38”34; 5. Buttoletti, Alfa 147 Cup, a 1’02”15; Gruppo A: 1. Bicciato, Mitsubishi Lancer, in 7’57”87; 2. Crucitti, Peugeot 1061.6, a 11”52; 3. Pancotti, Alfa Romeo 156, a 14”30; 4. Stipani, Peugeot 106, a 25”46; 5. Loffredo, Peugeot 106 XSI, a 28”04; Gruppo N: 1. Ragazzi, BMW M3, in 8’03”25; 2. Buiatti, Honda Civic Type – R, a 13”71; 3. Colella, Honda Civic Type –R, a 17”96; 4. Cardone, Honda Civic Type – R, a 18”70; 5. Chiavaroli, Citroen Saxo, a 22”73;
per ulteriori informazioni:

P.S. Un sentito ringraziamento a tutto lo staff organizzativo della manifestazione motoristica.

WROOOMM!!!

FOTO ESCLUSIVE - TEMPO REALE - 44ESIMA CRONOSCALATA SVOLTE DI POPOLI




POPOLI 03/09/2006 ore 16.03 - Pubblico delle grandi occasioni sportive, "assiepato" da questa mattina - sotto un sole cocente - per la "kermesse" motoristica delle Svolte (curve) di Popoli.
In attesa - come loro - di sapere il vincitore della 44esima edizione, Vi regaliamo alcune foto in esclusiva scattate questa mattina.
Ringraziamo, anticipatamente, per la proverbiale e squisita cortesia: il Signor Savini.

44° CRONOSCALATA SVOLTE DI POPOLI




"PASSIONE ROMBANTE"
44° Cronoscalata Svolte di Popoli
03-09-2006
Popoli (PE), 1, 2 e 3 settembre 2006 Campionato Italiano Velocità MontagnaCampionato Abruzzese - Nazionale Auto Storiche
La competizione avrà luogo sulla salita SVOLTE DI POPOLI con partenza da POPOLI, c.da Canapine ed arrivo prima del bivio per S. BENEDETTO IN PERILLIS. Il percorso della lunghezza di Km. 7,530 , da effettuarsi su 2 manches, presenta un dislivello tra partenza ed arrivo di m. 474 con pendenza media del 6,29% .
Nozioni storiche

La sua prima edizione, organizzata dall'Automobile Club di Pescara è del 13 ottobre 1963. Dopo di allora ha sempre mantenuto la data del 15 agosto, classica per l'organizzazione che tradizionalmente a ferragosto allestiva, sul circuito pescarese di km 25,500, la Coppa Acerbo dal 1924 al 1939 e, dal 1947, il Gran Premio Pescara assurto, nel 1957, a validità per il Campionato Mondiale Conduttori e nel 1961 a quella per il Mondiale Marche.

Quei trascorsi hanno conferito all'Automobile Club Pescara una nobiltà sportiva di assoluto valore mondiale, seconda forse al solo Gran Premio D'Italia, grazie al suo albo d'oro nel quale brillano i nomi di Enzo Ferrari, del sulmonese Guido Ginaldi e del teramano Luigi Spinozzi per proseguire poi con Giuseppe Camari, Achille Varzi, Tazio Nuvolari e … tantissimi altri !

Questa è l'eredità sportiva sulla quale fonda le sue origini la Cronoscalata Svolte di Popoli, manifestazione avviata sì con connotazione succedanea rispetto alla corsa in circuito dell'automobile Club Pescara, ma successivamente assurta a realtà di valore grazie al continuo superamento dei tempi che, nell'arco della sua presenza sulla scena sportiva nazionale, uomini di altrettanto grande valore e mezzi di assoluta competitività sono riusciti ad ottenere conferendo, al sodalizio adriatico che ne è titolare, ulteriore nobiltà sportiva grazie alla pagina d'oro aperta sulla velocità in salita con le firme prestigiose di Toppetti, Ridolfi, Torrioni, Alberti, Lualdi e … tantissimi altri .

E' ricca di storia, la Cronoscalata Svolte di Popoli che comprende il “reame” conferito dal pubblico a Mauro Nesti per le sue 11 vittorie conseguite fra il 1974 ed il 1991e per i suoi primati sia sulla distanza degli 8 km che dei 10 : quest'ultimo ancora valido.
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LUCIGNOLO
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