sabato, giugno 17, 2006

MAMMA LI TURCHI!



Udc: «Del Turco si prenda le sue responsabilità»
Sale l’Irap al 5,25 per cento, per l’addizionale Irpef sembra questione di giorni. Padoa Schioppa, ministro dell’Economia, è stato irremovibile: nessuno sconto all’Abruzzo e agli abruzzesi. Era prevedibile. E così non si è fatta pregare più di tanto l’Udc per sparare a zero sulla giunta Del Turco. Un fuoco di fila in cui si sono esercitati ieri mattina Giorgio De Matteis, capogruppo, Mario Amicone e Claudio Di Bartolomeo che se la sono presa non soltanto col governatore («da qualche giorno è sparito, non fa più dichiarazioni, ma è bene che si assuma le responsabilità che gli toccano»), ma anche e soprattutto con gli assessori D’Amico e Mazzocca «che tra loro non si parlano nemmeno, visto che quando il primo dichiara ufficialmente che bisogna stringere la cinghia, l’altro si dice convinto di trovare ancora una soluzione per evitare la stangata sulla sanità».I tre consiglieri dell’Udc non hanno fatto sconti: «Questa è la giunta delle tasse che vengono aumentate per la prima volta dopo tanti anni. Lo avevamo detto. Ora aspettiamo al varco i sindacati e gli stessi rappresentanti delle categorie: dei professionisti e delle aziende in particolare. Loro che hanno dato credito, subito e a occhi chiusi, ai nuovi governanti». Per De Matteis si è trattato «della prima, grave manchevolezza verso gli abruzzesi tutti, dal momento che lo sforamento della spesa sanitaria si riferisce al 2005 quando la giunta di centrodestra non c’era più». «La verità- ha aggiunto Amicone- è che invece di mettere mano subito ai conti e a un piano di rientro, ci si è trastullati prima inventando i revisori dei conti alle Asl, poi i commissari verificatori, poi ancora si è pensato a mettere su il nuovo carrozzone dell’Agenzia regionale, e a creare nuove figure che tutti conosciamo: fotografi ufficiali, vignettisti, sottosegretari, a progettare altri assessorati. E il risultato non poteva essere che questo». Per Di Bartolomeo l’esecutivo Del Turco è caduto in palesi contraddizioni: «Nel momento in cui prospettava un piano per tagliare posti letto in eccedenza, decideva nuovi accreditamenti alle cliniche private. Anche i controlli annunciati sulle cartelle cliniche per limitare i ricoveri si riveleranno aleatori. Così i soli tagli li faranno, come al solito, nel settore della sanità pubblica».

L'UNIONE (SOVIETICA) DELLE TASSE!



Tasse!!
PESCARA - Non si parla d’altro, e ci mancherebbe, che del buco nei conti della sanità e delle nuove tasse (per gli abruzzesi 58 euro in più di Ire, secondo gli ultimi calcoli della Cgia di Mestre). I consiglieri regionali Bruno Di Paolo (Dc) e Alfredo Castiglione (An) picchiano duro sulla Giunta: Di Paolo parla di farsa, Castiglione chiede le scuse di Del Turco. Anche la Cna è molto preoccupata dall’aumento delle imposte. Il consigliere regionale Alfonso Mascitelli (Italia dei valori) chiede invece «realismo: le misure urgenti approvate in Consiglio spingono verso la riorganizzazione sanitaria, ma non potranno dare gli effetti sperati in tempi brevi». Dal Ministero dell’Economia, intanto, dopo la doccia gelata di Padoa-Schioppa («Irresponsabile bloccare le imposte»), arrivano note più morbide: «Gli aumenti dell'acconto Irap potranno essere recuperati dai contribuenti se, nel valutare i piani di rientro delle spese adottati dalle Regioni, il Tesoro deciderà di annullarli». Insomma, un tira-e-molla che un po’ spazientisce l’assessore regionale alla Sanità Bernardo Mazzocca che ieri, ai microfoni di Italia Radio con il sottosegretario all’Economia, Alfiero Grandi, non ha nascosto il suo rammarico: «Ci saremmo aspettati un altro comportamento da un Governo amico, che invece ha recepito pari pari una decisione del precedente Governo che le Regioni avevano vivacemente contestato». Mazzocca si è tolto dei sassolini dalle scarpe e Grandi ha incassato la critica, non tacendone la fondatezza. Dice ora Mazzocca: «E’ davvero conveniente, per il Governo. aumentare Ire e Irap? Se cittadini e aziende contraggono consumi e spese varie, anche il gettito delle imposte su quei consumi cala. E allora: dov’è la convenienza? E poi, attenti: se in sei regioni i livelli di assistenza del servizio sanitario nazionale, invece di essere finanziati dalla fiscalità generale, sono affidati alla fiscalità aggiuntiva in quelle singole regioni, cambia di fatto, silenziosamente, la natura stessa di un servizio sanitario che dovrebbe essere nazionale. O no?». E sulla possibilità di recupero dell’Irap se il Ministero accetterà i piani di rientro dal denito delle Regioni? «Parliamoci chiaro, noi abbiamo avviato una grande riforma, strutturale. Un mutamento di rotta su decenni di sanità abruzzese. Non è che gli effetti si possono vedere entro il 30 giugno: se non si capisce questo, se non si valuta questo, di cosa parliamo?». Parliamo di tasse, purtroppo. Ed oggi ne dovrà riparlare a Pescara una riunione ”allargata” della Giunta regionale.

lunedì, giugno 12, 2006

I GIOVANI DELLA CDL PER IL SI


Nasce il comitato “I giovani votano sì”.
Per il referendum del prossimo 25 giugno, il coordinamento dei giovani parlamentari della Casa della Libertà, assieme ai rispettivi movimenti giovanili, scendono uniti in campo in favore della modifica della seconda parte della costituzione, attraverso una campagna di sensibilizzazione nazionale che troverà il suo culmine dal 17 al 23 giugno, per una settimana ricca di mobilitazioni che interesseranno tutte le città italiane.
Il programma, che vedrà il coinvolgimento di migliaia di ragazzi si articolerà attraverso eventi organizzati in luoghi di aggregazione come la spiaggia, i locali, le piazze e le università. Ideata anche la distribuzione di ghiaccioli sui litorali per "rinfrescare l'Italia"
Azione Giovani ha scelto di votare sì al referendum, perché convinta che l’Italia abbia grande bisogno di un ammodernamento. Basti pensare all’abbassamento dell’età per l’eleggibilità alla Camera e al Senato, che comporta di fatto uno svecchiamento del Parlamento, che in termini pratici significa più attenzione dello Stato alle esigenze delle nuove generazioni. Altro aspetto fondamentale di questa norma è il rafforzamento della democrazia e della sovranità popolare, attraverso la possibilità di far scegliere direttamente ai cittadini da chi farsi governare e soprattutto impedendo i cosiddetti “ribaltoni”.
Evidente poi è il risparmio di tempo e di denaro che il popolo trarrà in caso di vittoria del sì: il costo stesso della politica sarebbe sensibilmente ridimensionato con la diminuzione del numero delle “poltrone” e i tempi burocratici che spesso hanno ingessato le istituzioni nazionali compromettendo i servizi, sarebbero più accessibili, con l’attribuzione di specifiche competenze alle Regioni ponendo attenzione al confronto tra autonomie locali e Governo nazionale.

PERCHE' VOTIAMO SI


Domenica 25 e lunedì 26 giugno si terrà il referendum confermativo sulla riforma della seconda parte della Costituzione (CLICCA) varata dal governo Berlusconi.
ATTENTO!
Per questo tipo di referendum NON C'E' IL QUORUM, il referendum vale anche se va a votare una persona sola.
Dunque per confermare le importanti e utili novità contenute nella riforma costituzionale (riduzione del numero dei parlamentari, meno sprechi e istituzioni più efficienti, più potere di scelta ai cittadini, premierato "forte" e norme antiribaltone, chiarezza dei compiti dello Stato e di quelli delle Regioni, devoluzione alle Regioni dell'organizzazione su sanità, scuola e polizia locale, istituzione del Senato federale, introduzione del concetto d'interesse nazionale...) bisogna andare a votare e votare sì.
Chiunque è web editor o web writer va alla ricerca della conoscenza del suo tempo per afferrare il senso del mondo, per sopravvivere nel mondo, forse per cambiarlo.
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