lunedì, dicembre 04, 2006

COS' E' IL "RAPPORTO MITROKHIN"?


RAPPORTO MITROKHIN
Il generale Vasili Mitrokhin è morto in Inghilterra nel gennaio del 2004. Quando nel 1992 chiese asilo politico all’ambasciata della Gran Bretagna, in Latvia, dopo che quella americana l’aveva messo alla porta credendolo un millantatore, portava con sé una borsa contenente una piccola parte delle 25.000 pagine di rapporti segreti del Kgb che avrebbe poi consegnato al MI6. Un container da 20" pieno di carte che gli agenti segreti britannici riuscirono a portare fuori, non si sa ancora come, dalla Russia. A quella operazione partecipo' anche Richard Tomlinson, poi caduto in disgrazia e imprigionato. Il suo nome di tanto in tanto riappare perche' scrisse in un suo libro "The big breach" stampato prima a Mosca, di aver sentito discutere i dettagli dell'assassinio di Dodi e Diana, sei mesi prima di quell'incidente, in un ufficio del MI6.Quello si rivelera' il più grosso colpo mai messo a segno dai servizi segreti d’un paese occidentale. La pubblicazione di una minima parte di questi documenti, avvenuta nel 1999, provocò forti reazioni in tutto il mondo.Alla fine del 2005 venne messo in vendita un libro contenente un sunto della seconda parte di quei documenti, un libro di cui è, anche questa volta, coautore lo storico Christopher Andrew e che ha provocato accese polemiche in vari paesi.Il libro s’intitola “The World was going our way. The Kgb and the battle for the Third World” Basic Books, 592 pagine. Che potremmo tradurre in: “Il Mondo andava per il nostro verso. Il Kgb e la battaglia per il Terzo Mondo”.Questa parte dell’archivio Mitrokhin illustra le strategie messe in atto dai sovietici, a partire dagli anni sessanta, per infiltrarsi nel paesi latino americani, medio orientali e sul continente indiano. Vi si dice, fra l’altro, che Indira Gandhi e il suo partito erano sul libro paga dei sovietici: solo nel 1975 incassarono ben 10,6 milioni di dollari, trasferiti in valigie colme di valuta che venivano portate a casa del primo ministro.La Gandhi, durante il suo primo viaggio in Russia, avvenuto nel 1953 venne tenuta costantemente sotto controllo e fu circondata da “begli uomini, che l’ammiravano e la colmavano d’attenzioni”. Vi viene ben documentata l’influenza che negli anni successivi, sino alla sua morte, il Kgb ebbe su di lei e sul suo governo, infatti, alla metà degli anni settanta sarebbero stati loro a convincerla a dichiarare lo stato d’assedio per diciannove mesi e a fare arrestare i suoi oppositori. Le fecero credere che la morte in un attentato del deputato Lalit Mishra, avvenuta nel 1974 era stata opera della Cia, e che i servizi segreti americani supportavano gli indipendentisti islamici in Cashmere e i Sikh nel Punjab.Secondo i documenti in possesso di Mitrokhin, nel 1973 ben dieci quotidiani indiani ricevevano finanziamenti dal Kgb ed erano i destinatari di documenti falsi, preparati a Mosca, con i quali si accusavano gli Stati Uniti d’ogni nefandezza: dalla creazione dell’Aids (la storia venne stampata dal Patriot nel 1985 e ripresa dalla stampa mondiale), al finanziamento di estremisti pro aparthaid in Sud Africa.Ebbbero notevoli successi in Iraq, Iran, Siria e in Egitto, finchè ci fu Nasser al potere, ma poi Sadat li mise fuori; mentre in Israele non conclusero mai nulla di buono.Per quanto riguarda Fidel Castro, apprendiamo che nel 1959, durante l’insurrezione che lo portò al potere, agì da solo; ma pochi mesi dopo, quando divenne chiaro il suo orientamento marxista, arrivarono gli uomini e i soldi del Kgb.Interessante notare che nel 1981, temendo un colpo di mano da parte di Reagan, Castro chiese l’installazione di missili atomici, diciannove anni dopo la crisi del 1962. I rapporti sul suo regime sono abbondanti, e a volte curiosi, per esempio quando si descrive un viaggio di suo fratello Raul in Cecoslovacchia nel 1960 per acquistarvi armi, si legge che: “Dorme con gli stivali e richiede i servigi di prostitute bionde”.I Sandinisti vennero finanziati e addestrati dal Kgb e il loro fondatore, Carlos Fonseca, nome in codice “Gidrolog” era un loro fidato agente. Il giorno prima di assaltare il Palazzo Nazionale nel 1978, guidati dal comandante Zero, avevano fatto un rapporto a un agente sovietico presentando il loro piano.Un altro capitolo interessante è quello che riguarda Salvador Allende, che vien descritto come: ‘Di gran lunga il più importante fra i contatti confidenziali del Kgb in America Latina”. Il suo nome in codice era “leader”. Tanto fidato da offrisi di lavorare come loro “antenna” nel Continente, promettendo di mettere a disposizione dei suoi compagni, che avrebbero fornito tutte le informazioni che interessavano ai servizi segreti sovietici. Il suo controllore fu Svyatoslav Kuznetsov che vi svolse un ottimo lavoro fino al 1972, quando arrivò il nuovo ambasciatore sovietico, Aleksandr Basov, che volle prendere lui le redini in mano, cosa che disturbò il buon andamento di tutta l’operazione. In genere gli incontri con Allende venivano fissati tramite la sua amante, Miria Contreras Bell, che era pure la sua segretaria personale, nome in codice “Marta”. Kuznetzov notò come: “Il leader passa parecchio tempo in sua compagnia e il suo rapporto con la moglie ne è stato perciò compromesso”.Ricevette finanziamenti da Mosca pari a 420,000 dollari, sia prima che dopo la sua elezione a presidente del Cile, avvenuta nel 1970.Allende era quel che oggi definiremmo un “radical chic”, dai gusti raffinatissimi, abiti fatti su misura e grand tombeur de femmes al quale piaceva giocare al comunista. V’è un rapporto di Kuznetsov in cui si chiede l’invio di una o due icone antiche, richieste da Allende per la sua collezione d’arte, e che prontamente gli vennero inviate con corriere diplomatico.Kissinger scrisse che quando Nixon seppe della vittoria di Allende “diede fuori di matto” e tentò in tutti i modi di impedire la sua approvazione da parte del parlamento cileno, dato che quello sarebbe stato il primo caso di un marxista eletto democraticamente.Tentò due strade: primo di tutto influenzare i deputati a bocciarlo e in caso d’insuccesso di convincere l’esercito a organizzare un colpo di Stato. Fallì su entrambi i fronti, perché era troppo tardi: il Kgb li aveva surclassati.Quando nel 1973 il partito di Allende, Unidad Popular, perse la sua maggioranza in parlamento, Kuznetsov si trovò in difficoltà a spiegare il fallimento ai suoi capi, e usò la tattica di nascondere gli insuccessi sotto al tappeto ed enfatizzare i successi, ovvero le promesse di Allende di collaborare sempre più strettamente con loro. Secondo il rapporto del Kgb il maggior errore di Allende fu quello di non aver usato la forza contro ai suoi oppositori in Parlamento, impossessandosi degli ingranaggi della macchina statale, ovvero di non aver organizzato un colpo di Stato.
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