martedì, novembre 14, 2006

SANITA PUBBLICA: UN POZZO SENZA FONDO!


Il deficit cresce e mina il bilancio dello Stato

No ai falsi trionfalismi - 2.088 milioni di euro di finanziamenti pubblici - a danno dei cittadini abruzzesi.

Diciamolo, fuori dal coro!

Ecco la ripartizione, Regione per Regione, del fabbisogno Sanitario 2007, in base all'accordo raggiunto alle 02.30 del 10 novembre 2006 con lo Stato centrale.
Le cifre riportate sono da considerarsi in euro: PIEMONTE 7.168.500; VALLE D'AOSTA 195.101; LOMBARDIA
14.995.500; BOLZANO 733.763; TRENTO 779.799; VENETO
7.474.500; FRIULI 1.933.690; LIGURIA 2.862.500; EMILIA
ROMAGNA 6.929.000; TOSCANA 6.023.447 ; UMBRIA 1.444.000;
MARCHE 2.508.000; LAZIO 8.463.000; ABRUZZO 2.088.000; MOLISE
522.000; CAMPANIA 8.895.200; PUGLIA 6.370.000; BASILICATA
966.500; CALABRIA 3.208.000; SICILIA 7.751.500; SARDEGNA
2.588.000; TOTALE FABBISOGNO 93.900.000;

Solo una boccata d'ossigeno!
Un deficit che cresce. E rischia di minare il bilancio dello Stato.
Colpa di un sistema allo sbando. Tra abusi, errori, e inefficienze. Quattro miliardi e 400 milioni di buco nel 2005. Altri 2,4 nei primi cinque mesi di quest'anno, che alla fine potrebbe chiudere con un profondo rosso di 1O miliardi.
I dati sulla scrivania del neo-ministro dell'Economia, Tommaso Padoa Schioppa, dicono che il bilancio della sanità italiana, terza impresa nazionale per giro d'affari, è fuori controllo. Una bomba a orologeria per il governo di Romano Prodi: un rapporto tra deficit e Pii che fila dritto verso il 5 per cento e impone di trovare in fretta una cifra compresa tra i 9 e i 14 miliardi. Se i conti di ospedali e Asl non tornano, in teoria, il problema è tutto del sistema regionale e dei suoi amministratori. Sono loro che devono farsi carico, vendendo i gioielli di famiglia o aumentando le tasse, della maggior spesa rispetto al budget stabilito dallo Stato. Pena il commissariamento. Ma nei fatti le cose non stanno cosÌ. Lo dimostrano le ultime leggi di bilancio, nelle quali lo Stato ha ripianato, almeno in parte, i disavanzi accumulati. È successo nella finanziaria per il 2005, quando è stata varata una sanatoria da un miliardo e mezzo. E ancora in quella per il 2006, in soli cinque mesi di governo, con un nuovo colpo di spugna da 2 miliardi.
La sanità pubblica italiana che, da sola, fagocita un quarto dell'intera spesa per la protezione sociale, è un pozzo senza fondo.
E la situazione è destinata a peggiorare. Anche per il solo fattore demografico.
I quattro quinti dell'assistenza sanitaria necessaria a una persona si concentrano infatti nell'ultimo venti per cento della sua vita.
E fermiamoci qui!
Chiunque è web editor o web writer va alla ricerca della conoscenza del suo tempo per afferrare il senso del mondo, per sopravvivere nel mondo, forse per cambiarlo.
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