martedì, novembre 28, 2006

POPOLI: " PANEGIRICO" DI ATTOJA.


RILESSIONI PAESANE
Uomo del Risorgimento, Aurelio Saffi fu un politico di spicco dell'ala repubblicana radicale incarnata dalla figura di Giuseppe Mazzini.
Popoli - In quel di via Saffi ci si immerge, da stanziale, nella vita semplice e paesana che rimanda, con il pensiero, al "borgo" di leopardiana memoria.
Il tempo, ad Attoja, è scandito dai rintocchi delle campane della vicina Chiesa di S.Francesco, una specie di richiamo secolare che ricorda, ai cittadini, le numerose "testimonianze" d'arte e gli antichi fasti medioevali popolesi.
Il visitare e contemplare - per i lettori curiosi - vi sarà, sicuramente, dolce in questo mare...
Le ore nel "borgo", vocianti e lievemente rumorose di giorno al vespro si trasformano, come di incanto, in liete, tranquille e accompagnate via via dallo scrosciare dell'acqua sul marmo, un "suono" rionale costantemente cantilenante: quello della "funtanell"!.
A notte fonda, osservando in religioso silenzio da una finestrella, il buio è magico, misterioso, puro e "riecheggiante" di storia locale, dove, la brezza notturna autunnale, padrona, "vaga" alla ricerca di un "tempo perduto".
Quel tempo, dove il denaro e il lusso erano valori "secondari" o falsi valori della vita.
Quanto meno, un valore non ostinatamente primario.
Nel terzo millennio, un concetto quasi assurdo da comprendere!
Oggi, purtroppo, siamo "bormbardati" da una televisione (mezzo) immorale, maleducata e arrogante, la quale, ne "sponsorizza", costantemente, il fine (quattrini).
Il vil denaro, come valore assoluto (soldi facili e la lussuria che ne deriva). In quel del "quarto di Attoja", invece, i principii e i valori cristiani hanno ancora un senso... il senso della vita operosa, semplice e "rurale"... un gesto, un saluto...
Una "porzione" di paradiso terreno, dove l'essenza di un sorriso e la forza di un buongiorno, valgono più del conto in banca.
Quell'odioso "far di conto", di una piccola borghesia falsa, spendacciona, arrogante e dedita a mere futilità.
Il tornaconto personale di politici e affaristi "avari" - che ricordano un pò Moliére - in virtù di un ipotetico sviluppo e di un falso progresso!
Attoja, al contrario, si rivela - con attenta osservazione - stoicamente sorda al "richiamo" del politicante "borghese" e, umilmente e senza far rumore ha voluto fermare, metaforicamente parlando, il suo tempo.
Per esempio, le chiavi di casa che rimangono infilate nella toppa della porta sono un dato di fatto, una situazione quotidiana impensabile per chi abita in città.
Anche per questo, via Saffi, con i suoi attivi residenti, è custode vigile del "quarto", gelosa delle sue testimonianze storiche e d'arte, delle sue tradizioni, dei suoi simboli.
Imprimendo e contestualizzando, così, un caratteristico "senso della vita" nonchè assurgere, a ragione, ad antico borgo storico medioevale in modo da "esprimersi", al massimo, durante il "Certame de la Balestra" in Agosto (www.certame.it).
Infine, a oggi, a suggello di quanto suesposto, poter permettersi di accogliere, cullare e abbracciare, intelligentemente, le anime "poetiche" e d'ingegno, nonchè gli stranieri "d'oltremare" che ivi risiedono.
Qui, gli spiriti liberi, ingenuamente puri e cosmopoliti, attraverso un' introspezione e una riflessione attenta, soprattutto, silenziosa e mai invadente, scoprono un modo di attingere alla linfa creativa che il contesto del "quarto medioevale di Attoja"... esprime.
LUCIGNOLO
P.S. Pubblicato su:
sezione:
blog, cinema, letteratura e poesia.


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