sabato, novembre 04, 2006

IL DE BELLO INCIVILI




Un ex terrorista al Viminale

E due. Dopo D’Elia la sinistra schiera un altro ex terrorista. Ma questa volta, se possibile, il caso è ancora peggiore. Il sottosegretario all’Interno, Francesco Bonato, in quota a Rifondazione Comunista, ha assunto come suo segretario particolare al Viminale Roberto Del Bello, condannato nel 1985 a 4 anni e sette mesi di prigione per banda armata. E non stiamo parlando di una banda qualsiasi: Del Bello era un brigatista rosso e venne arrestato nell’ambito delle indagini su uno dei sequestri e conseguenti omicidi più barbari della storia d’Italia, quello di Giuseppe Taliercio, dirigente della Montedison di Porto Marghera.
A Del Bello, nome di battaglia “Nicola”, non venne contestato né il sequestro né l’omicidio ma la sua appartenenza alle Br. In casa sua i carabinieri trovarono “dossier” contenenti nomi, targhe delle auto e altri appunti sulla vita privata di esponenti delle forze dell’ordine e di magistrati impegnati in prima linea nella lotta al terrorismo, oltre che materiale su industriali e politici finiti nel mirino delle Brigate rosse. Del Bello nel corso dei tre gradi di giudizio raccontò di aver annotato numeri di targhe e nomi perché sospettoso in quanto aveva ricevuto minacce di stampo fascista.
Quanto ai nomi dei magistrati, disse di averli segnati perché si trattava di inquirenti impegnati nella lotta alla corruzione. Peccato che Del Bello venne smentito dalla testimonianza di uno dei capi delle Br (capo della colonna veneta del partito armato), Savasta, che riferì di averlo incontrato. A conferma della sua appartenenza alle Br ci fu anche un volantino che chiese la sua scarcerazione.
Appurato che Del Bello non può certo definirsi una vittima del sistema, è evidente che siamo in presenza di un governo i cui componenti prima hanno accusato il centrodestra delle peggiori nefandezze e ora schierano ex terroristi in tutte le leve del potere. Uno, eletto deputato, è stato messo a fare il segretario della Camera. Un altro lavora proprio nel ministero che “spiava” da terrorista, ha sott’occhio tutti i numeri delle targhe che contano, senza neanche affaticarsi troppo per cercarle. Ancora una volta la sinistra sembra avere più cura e attaccamento nei confronti dei criminali che per le loro vittime. Tutto ciò è immorale.
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