venerdì, ottobre 20, 2006

IL GIORNO NERO DI PRODINOCCHIO!


Due note agenzie di rating internazionali hanno abbassato la valutazione di affidabilità finanziaria nel lungo periodo dell'Italia. Per due ragioni: l'assenza di riforme strutturali e l'enorme debito pubblico.
Fitch e Standard & Poor's, due tra le più note agenzie di rating internazionali, hanno abbassato la valutazione sull'affidabilità finanziaria dell'Italia: da AA ad AA- per Fitch e da AA- ad A+ per Standard & Poor's. Moody's non ritiene invece sussistano le condizioni per declassare l'Italia. L'outlook, l'affidabilità a breve, è stato rivista invece all'insù da Fitch: da negativo a stabile. Il declassamento, spiega Fitch, rispecchia il deterioramento delle finanze pubbliche italiane a partire dal 2004 (+106% del rapporto PIL/debito) e il netto calo dell'avanzo primario, dovuti in larga parte alla pressione sul lato della spesa (Regioni "rosse"). Il peggioramento dei conti pubblici ha aumentato la vulnerabilità dell'Italia agli shock, secondo l'analista di Fitch Rating Brian Coulton.Tuttavia, con migliorate prospettive economiche a breve termine, una risposta di politica di bilancio in atto e bassi tassi di interesse reali, "la dinamica del debito pubblico - riconosce Brian Coulton - non è eccessivamente sfavorevole e sostiene pertanto l'outlook stabile".A cosa sia dovuto l'abbassamento, lo spiegano una serie di analisti finanziari contattati dall'Ansa.Secondo Vladimir Pillonca, Morgan Stanley, la decisione di Fitch è dovuta alla "mancanza di iniziative strutturali nella finanziaria, particolarmente per quanto riguarda le pensioni, i dipendenti pubblici e la sanità" (settori cruciali dove, Prodinocchio, si è guardato bene di metterci mano n.d.r). Certo, nessun analista nega che vi siano, specie nella manovra, una serie di rimedi temporanei per riportare in ordine i conti dello Stato ma si tratta di inziative senza respiro, di breve periodo, che non affronterebbero i nodi strutturali della finanza pubblica. Dissente parzialmente da Fitch, Marco Valli, Ubm: "La tempistica della decisione è decisamente inattesa, soprattutto alla luce del recente via libera alla manovra da parte della Commissione europea". Certo, continua, esistestevano "tutti gli elementi per un downgrade ma davvero non prevedevo una decisione così rapida". Conclusione: "In assenza di vere riforme dal lato della spesa, l'intento dell'agenzia è probabilmente quello di agire in modo preventivo".
E, se non bastasse, Prodinocchio si è beccato una bordata di fischi a Verona (nd.r.)
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