lunedì, ottobre 16, 2006

FISCO MODELLO KGB




Il governo presentail fisco modello Kgb
16/10/2006 - Nonostante tutto, e lo dimostrano putroppo i dati sull’aumento dei crimini, l’Italia non è quello che si usa definire uno Stato di Polizia. Nel prossimo futuro diventerà però certamente uno “Stato di Guardia di Finanza”. Un’ipotesi, quest’ultima, comunque non meno pericolosa, per la liberta dei
cittadini, della precedente. Che senso ha, infatti, sostenere che tutti hanno diritto di esprimere il proprio pensiero, di riunirsi e di votare qunado lo Stato, in ogni momento, può frugarti nel portafoglio, indagare sul tuo conto corrente e, con la scusa della lotta all’evasione fiscale, stabilire con chi sei andato a cena, in che albergo hai dormito e persino mettere il naso nelle tue cartelle cliniche?
Uno scenario paradossale? Niente affatto. Il viceministro dell’Economia Vincenzo Visco, uno che è nato con la vocazione del gabellotto, ha infatti ieri reso noto il suo piano, in ben 55 punti, per combattere, con efficacia, la lotta all’evasione.
Il piano, a ben guardare, è un’infelice sintesi tra il “grande fratello” orwelliano e vecchi espedienti sbirreschi in auge alcuni secoli fa nella Repubblica di Venezia
e negli Stati pontifici. Al controllo telematico si aggiunge, infatti, l’antica pratica della delazione, ovviamente anonima.
Se qualcuno, insomma, vuole togliersi un sassolino dalla scarpa e vendicarsi di qualche torto, vero o presunto, subìto, grazie a Visco può farlo in assoluta sicurezza e senza doverne rendere conto a nessuno.
Esagerazioni? Non proprio. Visco intende infatti aumentare a dismisura
i poteri degli uffici in materia di accertamento. «Con facoltà, — si può leggere nella bozza del regolamento attuativo messo a punto dal viceministro — anche ai fini delle imposte dirette, di inviare in futuro questionari miranti ad acquisire informazioni su persone diverse dal destinatario, compresi
clienti, fornitori e soggetti senza partita Iva, che l'ufficio potrà menzionare
anche in forma generica, mediante questionari a contenuto esplorativo, senza obbligo di indicazione nominativa». Gli italiani, insomma, saranno costretti, loro malgrado, a fare gli “informatori”, ovvero gli spioni. È infatti prevista l’entrata in vigore di un «nuovo sistema sanzionatorio a presidio della tempestività e veridicità delle risposte formulate dagli operatori a fronte delle richieste provenienti dall'amministrazione finanziaria nell'ambito delle
indagini finanziarie. In caso di comunicazione omessa, errata o incompleta si applica la sanzione amministrativa tributaria che va da 2.065 a 20.658 euro».
Gli agenti della riscossione sono naturalmente forniti di poteri pressocchè
assoluti e insindacabili nei confronti dei contribuenti. «Gli agenti della riscossione — si può leggere nel piano di Visco — sono abilitati per legge, previa autorizzazione dei rispettivi direttori generali, a utilizzare i dati relativi ai
conti risultanti dall'anagrafe sezionale dei rapporti nonchè le evidenze relative alle operazioni extra conto comunicate dagli operatori finanziari per le attività connesse alla riscossione mediante ruolo; su apposita richiesta presentata a
qualunque soggetto pubblico, possono altresì prendere visione, estrarre copia e farsi certificare qualunque altra tipologia di dato rilevante ai fini dell'iscrizione a ruolo». Detto in altri termini possono ficcare il naso da per tutto. Il che già sarebbe grave se questi agenti fossero pubblici ufficiali. Invece sono dei semplici dipendenti privati in quanto il compito di fare accertamenti è stato
demandato, dal ministero dell’Economia, alla “Riscossione Spa”, società che è sì partecipata dal Tesoro, ma è giuridicamente privata. Quindi se ad un mpiegato della “Riscossione Spa” salta l’uzzolo di andare a rovistare, con la scusa dell’evasione fiscale, nella vita privata di un suo vicino di casa può farlo ignorando le garanzie che solitamente forniscono gli organi dello Stato.
Saranno poi raccolti, in un'unica banca dati, i nomi, le generalità e il codice fiscale dei titolari dei conti bancari e dei portafogli titoli. E questabanca dati potrà essere utilizzata per gli accertamenti dagli uomini dell'Agenzia delle entrate. In futuro, inoltre, l'anagrafe sarà integrata con le informazioni delle
Camere di Commercio e potrà essere utilizzata anche dagli esattori delle tasse, addetti alla riscossione finale dei tributi “incagliati”. Gli istituti di credito che non risponderanno alle richieste di informazioni formulate all'amministrazione
fiscale rischiano multe fino a 20 mila euro. Il denaro in contanti, come stabilito
dal decreto Bersani, è vietato per pagare il dentista o l'avvocato. Se la parcella è superiore ai mille euro, si dovrà pagare con assegno o carta di credito. In tre anni la soglia si abbasserà a 100 euro. La norma serve per consentire l'individuazione dei passaggi di denaro. La magistratura penale e la polizia giudiziaria, e non solo la magistratura civile come avviene fino ad oggi, avranno in futuro l'obbligo di comunicare alla Guardia di Finanza eventuali illeciti tributari di cui siano venuti a conoscenza. Per contrastare gli affitti in nero
l'amministrazione fiscale potrà poi fare indagini finanziarie, inviare questionari anche all'indirizzo di un privato ed erogare sanzioni in caso di mancata risposta. Accertamenti potranno scattare sulla vendita delle case se il valore di un mutuo è superiore a quello catastale dichiarato. Il condominio che fa una qualsiasi opera di manutenzione dovrà pagare le imposte sui lavori effettuati per conto della ditta che li ha svolti. La ritenuta è del 10 per cento. Naturalmente saranno rivisti anche gli studi di settore, ovvero le stime di reddito in base alle quali gli autonomi pagano le tasse. Il livello dei redditi sarà rivisto con più frequenza (ogni tre anni, invece di quattro), il tetto dei ricavi sale da 5 a 7,5 milioni ampliando notevolmente la platea. Con questi sistemi, un po’ spicci e brutali, Visco sostiene di poter sconfiggere il fenomeno ell’Evasione.
Ci riuscirà? Difficile dirlo. Quello che è certo è che da domani
ognuno sarà meno libero.
Chiunque è web editor o web writer va alla ricerca della conoscenza del suo tempo per afferrare il senso del mondo, per sopravvivere nel mondo, forse per cambiarlo.
Google
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/3/2001. L'autore dichiara che le immagini e i testi contenuti in questo blog sono tratti e pubblicati dal web e che solo alcuni titoli dei post sono di propria fantasia, pertanto declina ogni responsabilità per quello che riguarda i siti ai quali è possibile accedere anche dai collegamenti posti all'interno del sito stesso, forniti come semplice servizio agli utenti della rete.