sabato, ottobre 21, 2006

FINANZIARIA: ECCO LE" CAPACITA' "DEL PROFESSOR PRODI!



C'è un popolo che si vuole mobilitare per essere nuovamente libero
Due della maggiori agenzie di rating internazionali, Fitch e Standard & Poor's, si sono espresse ieri bocciando i conti pubblici del nostro Paese. Le due agenzie hanno manifestato apertamente forti dubbi in merito al percorso di risanamento avviato dall'Esecutivo di sinistra con la nuova Finanziaria. Da una parte Fitch la definisce «non robusta e deludente sul piano delle misure di contenimento della spesa», dall'altra Standard & Poors avanza, oltre a valutazioni strettamente tecnico-economiche, anche un giudizio politico significativo: oltre ad esprimere le proprie critiche nei confronti di una manovra che prevede un'eccessiva pressione fiscale ed una risposta inadeguata rispetto alla necessità di riforme strutturali, il verdetto dell'agenzia di rating, espresso a chiare lettere, sottolinea come «le concessioni fatte all'estrema sinistra e ai sindacati» avrebbero precluso qualsiasi prospettiva, oltre che di riforme, anche di risanamento. Secondo Standard & Poors l'«equilibrio di potere nel governo è mutato a sfavore dei riformisti».
Mentre anche all'estero Prodi perde credibilità perchè lo si ritiene prigioniero del radicalismo di alcune componenti della sua coalizione, che starebbero portando il rating del nostro Paese «al livello del Botswana», in Italia le manovre dissennate del governo che egli rappresenta stanno alimentando il fuoco di una protesta che coinvolge, ormai, anche ampi settori della società che fino ad ora appartenevano all'orbita di sinistra. Vi sono ampie categorie professionali, dai commercianti agli artigiani, agli imprenditori, ecc., che si sentono profondamente offese e colpite dall'operato di questo governo: è proprio attorno a queste che si dovrebbe coagulare un'iniziativa forte, capace di smobilitare quel popolo che ama i principi di una società liberale, votata alla libera intrapresa e alla responsabilizzazione di ciascun cittadino nella vita di tutti i giorni; un popolo che ambisce ad un modello di società in cui lo Stato non giochi il ruolo di organismo omnicomprensivo, dotato della facoltà di farsi interprete esclusivo delle esigenze della collettività - che poi in realtà, secondo la filosofia politica della sinistra, si riducono alle esigenze di cassa dei suoi potentati.
E' a questo modello di Stato omnicomprensivo della sinistra, che entra nella vita di tutti noi cittadini attraverso un controllo spietato da parte del Fisco, che ci dobbiamo opporre. Ogni giorno che passa, da quando l'Unione è al potere, rappresenta un attentato alla nostra libertà. E' di ieri, ad esempio, la circolare applicativa pubblicata dall'Agenzia delle Entrate che renderà operativa a tutti gli effetti la legge Visco-Bersani: grazie a questa riforma il Fisco, che opererà con la presunzione che noi tutti siamo dei potenziali evasori, avrà la facoltà di entrare nella vita privata di ogni cittadino e di rendere tracciabili, e quindi identificabili in maniera dettagliata, tutti i movimenti bancari effettuati dai professionisti, dagli artigiani, dagli imprenditori, insomma, da tutti noi privati cittadini. Il Fisco ideologico della sinistra potrà, così, esigere in ogni momento una spiegazione su qualsiasi operazione effettuata, costringendo ognuno di noi ad uno sforzo di memoria che potrebbe richiedere di ricostruire qualsiasi movimento bancario, anche una strisciata della carta di credito o un assegno riscosso, addirittura a partire dal primo gennaio 1999.
I fischi subiti da Prodi ieri Verona in occasione del IV Convegno eucaristico nazionale, a cui hanno fatto da contraltare gli applausi scroscianti rivolti a Berlusconi, sono indice simbolico non solo del disagio sociale che il governo sta diffondendo nel nostro Paese, un disagio profondo al quale il popolo italiano vuole reagire prima che sia troppo tardi, ma anche dell'esplosione del forte pathos politico che ora affiora dirompente in un popolo in ebollizione, un popolo che ha bisogno di un leader, Berlusconi, che gli restituisca la libertà negatagli da un presidente del Consiglio che, in piena crisi identitaria e senza un partito, ha imboccato il sentiero pericoloso dell'alleanza con una'ala massimalista che vive di una cultura politica ideologicamente avversa al mercato e allo sviluppo del nostro Paese.
LUCIGNOLO
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