venerdì, ottobre 13, 2006

AQUILA: SULL'ACQUA UN CONSIGLIO REGIONALE DA AVANSPETTACOLO



Acqua, l’Unione è divisa: salta il Consiglio
Rifondazione denuncia: due milioni di euro di stipendi per Ato e enti di gestione

L’AQUILA - E tira un sospiro di sollievo la maggioranza di centrosinistra che all’ultimo momento riesce a schivare il consiglio regionale straordinario sull’acqua. Meno male che una scusa ce l’ha, Del Turco è partito per Bruxelles - non certo all’improvviso - e chiede rinvio perchè vuole essere presente, tutto rimandato a martedì anche se con tanto di punto interrogativo: chissà se in sei giorni la smetteranno di litigare. Perchè il centrosinistra che anche ieri è finito al tappeto per le vistose assenze di assessori e consiglieri e non riesce a garantire il numero legale ormai dall’inizio dell’estate, e sull’acqua non sa ancora che pesci prendere. Dilaniato, spaccato, con posizioni diverse e inconciliabili nonostante l’assessore Mimmo Srour continui rassicurante a ripetere che il progetto di riforma sarà presentato entro un mese, con vistosi effetti benefici sulle tasche dei cittadini. Rifondazione, per esempio, propone quattro Ato e un unico gestore pubblico nel cui cda sia presente un rappresentante dei consumatori. Ma poi c’è Di Matteo capogruppo Ds che propone un solo Ato e 4 società di gestione, o la Margherita che vuole 4 Ato e 6 gestori, e ancora l’Idv con Del Turco e forse anche Melilla che propongono un solo Ato e una sola società di gestione. Ma mentre l’assessore parla di profilo rigorosamente pubblico, il capogruppo Sdi Camillo Cesarone nella prima riunione della cabina di regia se n’è uscito con la proposta di una società mista. Insomma un bel casino. Gli interessi in gioco sono grossi, le cifre le dà Rifondazione: due milioni di euro ci costano Ato e gestori solo di stipendi, basti pensare che il presidente dell’Ato di Pescara guadagna 5.784 euro e rotti, il vice 3.759, come i consiglieri. Compensi che spesso si sommano a quelli da amministratori. In tutto, gli stipendi dei sei Ato abruzzesi gravano sulle tasche dei cittadini per 965.364.84 euro e quelli delle società di gestione per 1.217.481.48 euro. E poi le bollette volano. Ed è un altro secco stop quello che dà Rifondazione al centrosinistra, non c’è solo l’acqua o il rinvio del consiglio straordinario a far fibrillare i rapporti con gli alleati, ma anche la ripartizione dei fondi Cipe: «O questa maggioranza dà un segnale di cambiamento oppure noi non ci mettiamo niente ad andare in minoranza», ammonisce il segretario Marco Gelmini. A far andare su tutte le furie l’assessore Betti Mura e i consiglieri regionali, il taglio di fondi per il sociale e i beni culturali, passati dai 20 milioni di euro del 2004 ai 14 del 2005 ai zero milioni del 2006, e i soldi sarebbero serviti alla ristrutturazione degli istituti per i minori e alla manutenzione e salvaguardia dei beni culturali. Dice Gelmini: «Siamo contro i capi e i capetti che si comportano come si comportava Berlusconi. Abbiamo nominato Del Turco coordinatore della cabina di regia perchè le decisioni vengano assunte lì dentro, ma questo non lo autorizza a decidere all’esterno della cabina». Il secondo monito è per Lamberto Quarta: la legge che lo nomina segretario generale del presidente loro l’hanno votata «turandosi il naso», adesso si aspettano che si dimetta da segretario dello Sdi. E mentre alle 15 va in onda la conferenza stampa di Rifondazione, il consiglio suona a ripetizione la campanella nel tentativo di richiamare ai posti i pochi consiglieri presenti: già in mattinata era stato rinviato per mancanza del numero legale e i lavori, almeno quelli ordinari, dovrebbero proseguire. Dice Mario Amicone dell’Udc: «Lo spettacolo indegno del Consiglio regionale, gratis per i pochi spettatori, ma salato per le tasche dei cittadini registra una nuova puntata senza scrupoli e senza orizzonti: e ciò nonostante la cabina di regia, le denunce di esponenti della maggioranza per le continue assenze ingiustificate del presidente Del Turco, di assessori e consiglieri di maggioranza». «E’ una scusa la partenza di Del Turco - commenta Fabrizio Di Stefano (An)- una scusa futile ma anche pericolosa, che potrà tornare utile ogni volta che la maggioranza dovrà affrontare temi sui quali è lacerata al suo interno». Sì, la maggioranza è in ordine sparso e alla fine viene bocciata dallo stesso centrosinistra pure la proposta di un assessore, Franco Caramanico, di rinviare la risoluzione sul parco tecnologico. Un’ora vola via a discutere di una risoluzione urgente presentata e difesa con urla e denti stretti da Antonio Verini per dare soldi alle scuole private dei salesiani: va a finire che Orlando di Rifondazione ne chiede il ritiro, che Macera dei Comunisti italiani sollecita la verifica del numero legale per lavarsi le mani e che lui, Verini, si mette a sbattere i pugni sul tavolo. Non serve niente, viene rinviata. Ma non c’era la cabina di regia per decidere tutto prima ed evitare brutte figure? «Io faccio il cameramen, non mi hanno invitato», dice Angelo Orlando. «Un’assemblea che fa schifo», è il the end al microfono di Fabrizio Di Stefano.
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