sabato, settembre 23, 2006

MA, "IL CENTRO", HA UN PREZZO? EBBENE SI'!


PESCARA. L’onorevole Acerbo, questa volta, si è proprio arrabbiato e bolla come una «caduta di stile» del giornale “più letto” della regione aver preso una posizione sulla questione più calda di questi giorni con un editoriale “fuori programma”. Così la variante del Prg in via di definizione ha un alleato in più.L’editoriale già nel titolo esprimeva chiaramente il proprio pensiero: “fra modernità e arretratezza” «Pescara», si legge, «viaggia fra un modernismo a rullo compressore, vedi la cementificazione dei Colli; e un arretratezza accecante, vedi la storia dell’albergo sul mare». E poi ancora: «la storia dell’albergo sul mare è emblematica. Un imprenditore del calibro di De Cecco compra un terreno all’epoca edificabile e pensa di farci un albergo di lusso, che questa città non ha e che farebbe bene ad avere. Il Comune cambia il piano regolatore, com’è suo diritto, e rende quei terreni non più edificabili. De Cecco ne ha un danno e, legittimamente, pensa di ricorrere al Tar per difendere il suo vecchio diritto. Queste sono le formalità, poi c’è la politica». La posizione è nettamente a favore dell’imprenditore (tra i maggiori inserzionisti pubblicitari del quotidiano stesso). «La litigiosa, ancorchè larga maggioranza di D’Alfonso», continua l’editoriale, «ha in seno chi pensa che un albergo di qualità sia giusto e utile, e chi preferisce la natura immacolata che, oggi in quella zona, è soltanto un immondezzaio. La discussione continua, gli emendamenti pure, i partiti litigano. Ci rimettono De Cecco e questa città. Anzi ci rimette soltanto Pescara, perchè alla famiglia De Cecco un albergo aggiunge quel poco che somiglia al nulla».Il deputato di Rifondazione comunista, Maurizio Acerbo, sembra proprio che non abbia gradito: «si tratta della forma più smaccata di scelta di campo», dichiara Acerbo, «non si tratta dell'opinione pur autorevole del direttore, ma dell’intero giornale». L’editoriale è, infatti, per definizione un articolo che esprime la tendenza politica, culturale, economica della testata stessa e Acerbo continua: «cerca di orientare l’opinione pubblica nonché incoraggiare i nostri alleati a violare gli accordi presi con noi e con i cittadini di Pescara in campagna elettorale. D’altronde se la questione morale non esiste o esiste solo quando conviene, figuratevi cosa importa della fedeltà rispetto agli impegni programmatici. Suvvia diciamocelo: se D’Alfonso trova la forza di liberarsi di Rifondazione sai che bella festa tra gli imprenditori cittadini ! Vuoi che non invitino Del Giudice ». «Neanche su “Il Giornale” di Paolo Berlusconi si riesce a rivoltare la frittata in maniera così comica», sbotta un incredulo Acerbo, l’articolo ci rammenta involontariamente che la nostra città e, in particolare le aree collinari, è stata oggetto di un’attività edilizia selvaggia contro la quale quelli come noi si sono sempre battuti». «La nostra variante al Prg, mai elogiata dal direttore de il Centro, è nata dall’esigenza di limitare il danno e salvare il salvabile». Continua l’esponente di Rifondazione. «Complicità, incultura e ignavia hanno consentito tanti scempi edilizi nella nostra città e l’albergo costruito sulla spiaggia sarebbe soltanto l’ultimo episodio».Ma tornando all’editoriale messo sotto accusa Acerbo attacca ancora: «quello che mi ha colpito è invece che un giornale che conta su una redazione “progressista”, colta e dalle buone frequentazioni culturali possa sponsorizzare apertamente un’operazione edilizia così rozza. Sostenere che “sia giusto e utile” costruire un albergo sulla spiaggia nel 2006 è davvero poco “politically correct” per un giornale del gruppo de La Repubblica e L’Espresso.Roba da riunire il comitato di redazione per salvare l’onorabilità della testata». Un grave errore, secondo il deputato, prendere una posizione su uno degli argomenti più caldi del momento e si domanda: «migliaia di persone a Bari hanno salutato con festeggiamenti l’abbattimento di Punta Perotti.Possibile che neanche una lontana eco del dibattito nazionale su questi temi sia giunto non dico in casa De Cecco ma perlomeno nella redazione del quotidiano abruzzese…»«Non sapevo», prosegue Acerbo, «che la salvaguardia ambientale e paesaggistica sarebbe un sintomo di arretratezza e invece costruire sulla spiaggia l’ultimo grido della modernità.Il direttore de Il Centro non è mai stato a Francavilla ». Se non ci è mai stato farebbe bene a farci un salto e poi scrivere un nuovo editoriale. «Nessuno», chiarisce il deputato, «ha mai negato a De Cecco la possibilità di realizzare un albergo a cinque stelle. Potrà farlo, come qualsiasi altro imprenditore, nelle aree del Piano particolareggiato limitrofo entrando nella società di trasformazione urbana che prevede appunto anche insediamenti alberghieri.Su una cosa soltanto l’opinione de il Centro è attendibile: se l’area rimarrà vincolata a verde De Cecco perderà l’occasione di guadagnare qualche milione di euro. Proprio per questo un minimo di stile avrebbe dovuto consigliargli un atteggiamento più distaccato, meno arrogante».
REDAZIONE LIBERAL_MENTE: Non serviva quest'ultimo episodio, per far capire ai cittadini abruzzesi come "Il Centro" , quotidiano regionale, "gestisca" l'informazione nella terra dei "forti e gentili" da "illo tempore".
Il proliferare dei blog locali è diventata, ormai, un'esigenza primaria - anche la Nostra - per fare controinformazione e, soprattutto, da "contro altare" nei confronti di una stampa, a nostro modesto avviso, faziosa e schierata da fare impallidire la "Carta dei doveri del giornalista"!
[...] Il giornalista deve rispettare, coltivare e difendere il diritto all'informazione di tutti i cittadini; per questo ricerca e diffonde ogni notizia o informazione che egli ritenga di pubblico interesse, nel rispetto della verità dei fatti e con la maggiore accuratezza possibile. [...]
[...] La responsabilità del giornalista nei confronti dei cittadini prevale sempre nei confronti di qualsiasi altra. Il giornalista non può mai subordinarla ad interessi di altri e particolarmente a quelli dell'editore, del governo o di altri organismi dello stato.
Il giornalista deve sempre rifiutarsi di fare o esprimere qualsiasi cosa sia contraria alla sua responsabilità professionale e alla sua conoscenza. [...]
REDAZIONE: A questo punto, la domanda nasce spontanea: ma, il senso della vergogna non investe, minimamente, questi "pennivendoli" ai quali è affidato un compito così delicato che - oltre al danno la beffa - si dichiarano, spudoratamente, liberal - democratici o radical - chic?
Ma chic di che o di cosa..!!!
Chiunque è web editor o web writer va alla ricerca della conoscenza del suo tempo per afferrare il senso del mondo, per sopravvivere nel mondo, forse per cambiarlo.
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