mercoledì, settembre 13, 2006

FOSSE ARDEATINE: EPIMENIO LIBERI.


POPOLI 13/09/2006 - In questi giorni, rileggendo alcuni libri storici su Popoli - fra gli altri, la quarta edizione di "Popoli e i popolesi" di Don Ugo Di Donato - ho avuto modo di scoprire, "ex novo", questo "personaggio" quasi sconosciuto alle leggende e "cronache" paesane. Un uomo che, per amore della libertà, ha "pagato" questo intramontabile sentimento con la sua stessa vita.
Un personaggio "romantico", dal nostro modesto punto di vista che, la redazione di Liberal_mente è orgogliosa e fiera di ricordare in questo blog.
Un eroe popolese che ci ha colpito nell'animo e fatto riflettere, su quanto sia nefasta e deprecabile la guerra. Dopo l'8 settembre si unì alle bande partigiane e partecipò alla lotta contro il nazismo e il fascismo. Sapeva di essere ricercato e pedinato, ma ciò non gli impedì di compiere il suo dovere per il quale fu sempre instancabile e fattivo.

Epimenio Liberi

Commerciante, di 23 anni. Nato a Popoli (Pescara) il 16 luglio 1920 da Gaetano e da Teresa Delfini. Sposato con Giovanna, ebbe tre figli. Partecipò alla seconda guerra mondiale con il grado di sergente. Di sentimenti antifascisti, l'8 settembre del '43 partecipò ai combattimenti di Porta S. Paolo per la difesa di Roma. Dopo la caduta della città, aderì al Partito d'Azione, aggregandosi alle bande partigiane del "Monte Soratte". Fu arrestato dai tedeschi sotto Natale, il 20 dicembre, mentre la moglie era in attesa del terzo bambino. Tradotto nel carcere di via Tasso e torturato, il 14 gennaio del '44 fu trasferito al terzo braccio di Regina Coeli, nella cella n. 382. Qui strinse amicizia con don Giuseppe Morosini, che scrisse per il nascituro una struggente e celebre "Ninna Nanna per soprano e pianoforte". Fu fucilato alle Fosse Ardeatine il 24 marzo.

Don Giuseppe Morosini 1944: una delle poche immagini che lo ritraggono con don Felice Balla e don Luigi Balla: lui è il primo da sinistra.

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