lunedì, settembre 04, 2006

ECCO LA VERITA' SULLA VISITA DEL PONTEFICE A MANOPPELLO.


Aptr: «Evento riuscito alla perfezione». Ma…
ABRUZZO. E' stata pronta la dichiarazione di Carlo Costantini, presidente Aptr - Azienda di promozione turistica regionale sulla visita di Benedetto XVI al Santuario del Volto Santo di Manoppello.
Ma lui c’era?
In fondo la visita, vista con gli occhi di chi a fatica sta cercando di far conoscere la nostra regione all'estero, è stata la più grossa operazione di marketing turistico (religioso) mai messa a segno, tra l'altro con impegno della politica pari allo zero. Per giunta gratuita (o quasi).«L'evento è riuscito alla perfezione, giusto il taglio dato alla giornata», dice Costantini, «Sono convinto che la visita potrà caratterizzare il futuro della promozione turistica in Abruzzo. Il tutto nel rispetto della religiosità della giornata. Va dato merito agli amministratori di Manoppello, all'organizzazione della Curia e alle Forze dell'ordine, tutti uniti per la perfetta riuscita della visita del Santo Padre. Il calore con il quale è stato accolto il Papa è stato coinvolgente, la sua dolcezza e sensibilità toccanti, come l'affetto di Monsignor Bruno Forte, Arcivescovo di Chieti-Vasto. Le belle parole che il Papa ha speso per l'Abruzzo e la sua gente sono un segno di considerazione che ci onora». Una dichiarazione di circostanza come tante. Noi c'eravamo e Costantini proprio non l'abbiamo visto. L'impressione per tanti dei giornalisti presenti sono state invece molto diverse per i disservizi e la disorganizzazione creatasi per lo svolgimento del loro lavoro.Diametralmente opposto a quello di Costantini il nostro personale giudizio.Pessima la ubicazione della postazione dei fotografi messa di fianco al Santuario, poco utile per le esigenze fotografiche e anche televisive con il papa mai visibile o di profilo per brevissimi istanti (dettagli tecnici che evidentemente sono sfuggiti a quei tecnici professionisti che hanno organizzato e curato la parte informativa e le relazioni con la stampa). - Pessima l'organizzazione in sala stampa con poche postazioni utili e comode dove poter lavorare.- Ridicolo il collegamento internet (indispensabile per tutte le testate) ad una velocità di 56 kb (impossibile trasmettere foto). PrimaDaNoi.it ha dovuto sopperire con mezzi di fortuna per riuscire a pubblicare in tempo reale, così hanno fatto le altre grande testate. Gli altri si sono arrangiati.- Mezzi scarsi dunque messi a disposizioni delle oltre 50 testate presenti ieri a Manoppello dalla organizzazione della Curia e dei Cappuccini (solo per citarne una, il testo del discorso del pontefice è stato consegnato dopo oltre 30 minuti dalla chiusura dell'evento, quando ormai le agenzie e i quotidiani in tempo reale che lo avevano già reperito altrove)- Disorganizzazione e approssimazione l'hanno poi fatta da padrona nella distribuzione delle immagini dall'interno del Santuario inaccessibile ai giornalisti (scelta contestabile ma accettabile perché fino alla vigilia era stata assicurata la copertura fotografica dall'interno da parte degli stessi organizzatori). Invece a cose fatte alle 11.30 ci viene comunicato che le foto non saranno distribuite. Dal punto di vista giornalistico non avere una foto con il papa davanti al Volto Santo significa non avere nulla. Ma poiché quelle immagini non le avrebbe avuto nessuno…Eppure oggi tutti i quotidiani locali, e non solo, hanno le foto avute chissà in che modo o utilizzando chissà quali amicizie o pressioni quando erano un diritto di tutti i giornalisti presenti. A noi che ci siamo premurati per giorni di avere la conferma di poter disporre di quelle foto non sono state consegnate nonostante le nostre veementi proteste e le ripetute richieste fino a tarda sera. Anzi siamo stati rimbalzati da una parte all’altra. Con noi almeno un settimanale nazionale e due stranieri hanno avuto gli stessi problemi ed alla fine hanno deciso di non pubblicare più nulla perché impossibilitati.Si sono trovati spiazzati anche i grandi giornali e settimanali che tuttavia potranno rimediare utilizzando obbligatoriamente le foto divulgate dal servizio Ansa a pagamento. Non ci pare si organizzi così un grandissimo evento come questo, tanto più quanto ci si pavoneggia davanti ad articoli di stampa di giornali stranieri perché parlano "dell'Abruzzo" quando poi li si tratta in questo modo. Per noi è stata una assoluta vergogna assistere e ascoltare i commenti a mezza bocca di colleghi ben più prestigiosi di noi su queste vicende. Manoppello non era pronta e nemmeno le persone coinvolte nella organizzazione e pianificazione a questo evento.La disorganizzazione la si è vista anche tra le forze dell'ordine con disposizioni assurde e ridicole.Parliamo ancora dei giornalisti che hanno l'obbligo di informare e raccontare un evento festoso e di gioia (raccontiamo ovviamente le nostre esperienze ed il nostro punto di vista). Decine di uomini tra finanzieri, poliziotti, volontari hanno letteralmente impedito di svolgere il nostro mestiere con modi e maniere da biasimare.Siamo stati placcati e guardati a vista come delinquenti e trattati in malo modo da ufficiali in divisa prepotenti ma che eseguivano solo un ordine dall’alto.Abbiamo assistito a disgustosi alterchi e spintoni tra fotografi e uomini in divisa per scattare una foto da una posizione favorevole senza invadere le zone off limits.Abbiamo visto chiedere i documenti al giornalista da parte del finanziere e quest’ultimo rimanere con un palmo di naso vedendo il fotografo allontanarsi nonostante il suo ordine contrario. Brutte scene. Semplicemente ridicola la disposizione dell'organizzazione e delle forze dell'ordine di impedire ogni possibilità di movimento ai giornalisti (che però avevano tutta la "libertà di muoversi nelle retrovie" e nelle zone nelle quali nemmeno il Santuario si vedeva, figurarsi il papa). Fotografi e operatori sono stati costretti a rimanere in ostaggio sul palchetto costruito per loro mentre i più furbi, e magari prepotenti, si sono fatti largo lo stesso. Abbiamo contestato la disposizione assurda che vietava ai giornalisti di camminare tra la folla e stare nelle zone assegnate ai fedeli così che in maniera assurda e grottesca i piccoli chierichetti vicini alle transenne con la loro piccola macchina fotografica hanno potuto avere una visuale migliore di qualunque altro fotografo professionista (onesto ed educato). Semplicemente assurdo. I professionisti educati e civili quindi sono rimasti vittima delle solite logiche delle “simpatie” e dell’appartenenza ad una lobby che governano la nostra regione e della ubiqua imperante imperizia delle persone con le quali siamo costretti ad avere rapporti per fare il nostro mestiere. Peccato che così facendo si perdono moltissime opportunità di far comparire sempre più articoli su giornali nazionali ed esteri.Per non parlare degli 8mila presunti pellegrioni costretti a partire con i pullman anche alle 3 di notte e stazionare in attesa per ore per “disposizioni superiori”. Così ci sono stati numerosi malori da parte di persone anziane e giovanissimi che non hanno retto alla calca, alla folla e al caldo. Davvero impeccabile l'organizzazione egregio Costantini.
a.b.
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