venerdì, agosto 18, 2006

CONOSCERE L'ABRUZZO.


CALASCIO: SAGRA DEL CACIO PECORINO
E' il paese più alto dell'Italia centrale (1500 m)
Nel 1957, gli ultimi abitanti di Rocca Calascio abbandonarono definitivamente il borgo: sembrava la fine di una storia durata millenni. I primi segni di insediamenti umani nella zona di Rocca Calascio risalgono infatti a 80000 anni fa, al tempo dell’uomo di Neanderthal, quando un gruppo di cacciatori si stabilì nelle caverne dei Grottoni di Calascio (670 m). E’ solo nell’età del bronzo, però, che Rocca Calascio diventa un rifugio stabile per una comunità pastorale. Evidentemente, “le terre alte” di Rocca Calascio si dimostrano adatte al pascolo.

Ieri sera, abbiamo avuto modo di visitare Calascio (famosa è la sua rocca, come da foto in alto) e la sagra paesana che ogni anno si svolge nel centro storico della cittadina.

Molti i turisti "intervenuti" e, inoltre, un ottimo successo di presenze "locali" che hanno apprezzato le specialità gastronomiche calascine: salsicce, ravioli con la ricotta (fatti amano), pizze fritte e, ovviamente, il cacio pecorino.

L'apertura degli stands della sagra è dalle ore 20.30 in poi.

Il tutto "condito" appropriatamente, è il caso di dirlo, dalla musica jazz, posta in essere da un "quintetto aquilano" di buon livello.

Un viaggio magico tra medioevo e natura: una garanzia che solo la comunità montana Campo Imperatore - Piana di Navelli può offrire, ancora oggi, ai pellegrini che si avventurano nelle sue valli e nei suoi boschi o che si aggirano tra i vicoli delle splendide località alla riscoperta della storia antica, delle leggende medievali e delle tradizioni che hanno animato nei secoli questi luoghi di rara bellezza.

LUCIGNOLO

Chiunque è web editor o web writer va alla ricerca della conoscenza del suo tempo per afferrare il senso del mondo, per sopravvivere nel mondo, forse per cambiarlo.
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