venerdì, luglio 28, 2006

COSI' FAN TUTTI!!



Aumenti ai consiglieri, primo colpo di spugna.
Ma il plafond rientra dalla finestra: nella variazione di bilancio nuovi fondi individuali

PESCARA - Cancellato ma questa volta per davvero, l’emendamento alla scolorina. Quello che assegnava 1.500 euro di aumento ai consiglieri regionali in pieno crac economico per l’Abruzzo: proprio nei giorni in cui si mandavano in onda le nuove tasse per il buco della Sanità loro, i consiglieri dell’Unione gomito a gomito con quelli del centrodestra, architettavano il golpettino economico. Ieri il primo provvisorio colpo di spugna: la Commissione Bilancio ha approvato all’unanimità la legge abrogativa dell’emendamento. Che però dovrà andare in consiglio regionale il tre agosto, in pieno furore estivo. Non ci sarà il presidente Ottaviano Del Turco, in vacanza in Sardegna, e mancheranno all’appello altri consiglieri regionali. Ma l’appuntamento è importante, anche perchè insieme all’abrogazione dei 1.500 euro si dovrà approvare la variazione di bilancio in cui è nascosta un’altra occasione molto ghiotta per i consiglieri regionali, che tenteranno così di far rientrare dalla finestra quel che sono stati costretti a far uscire dalla porta, per colpa della tana fatta dai giornali. Ma intanto via gli aumenti. Commentano con due righe appena di soddisfazione i consiglieri diessini Stefania Misticoni e Donato Di Matteo, «finalmente si chiude questo brutto capitolo». Sì, brutto specialmente per i Ds che hanno passato un brutto quarto d’ora quando la base, scoperto lo scherzetto e pescati alcuni di loro con le mani nella marmellata e la firma sull’emendamento, li hanno messi alla gogna. Era la seconda volta, dopo gli accreditamenti a Villa Letizia, che via Lungaterno è stata costretta a rimangiarsi una legge regolarmente approvata dai suoi assessori o consiglieri. Due indizi sono una prova, avrebbe chiosato Montanelli. E sarà per questo motivo che il giorno dopo la tana dei giornali, era stata tutta una corsa a cancellare le firme dall’emendamento, subito ribattezzato alla scolorina, a pentirsi, a tirarsi fuori, l’emendamento ma quando mai. L’operazione retromarcia viene affidata a Boschetti, Di Matteo e Cesarone, l’unico che finirà per accollarsi la paternità dell’emendamento. Salvo poi togliersi il sassolino bollando come farisei i suoi compagni di disavventura. «Ma ce n’è voluto di tempo», raccontano dagli uffici della giunta regionale: fino all’ultimo hanno tentato di rinviare, dribblare, l’obiettivo era bipassare la pausa estiva e poi a settembre chi se ne ricorda più. Una parte dei Ds, Misticoni a parte che ha cavalcato l’abrogazione, faceva melina e l’abrogazione che doveva essere approvata già martedì, è finita ai voti soltanto ieri. E il tre agosto non sarà una seduta facile, la maggioranza è già in fibrillazione e la tensione nuovamente alle stelle: in ballo, con la manovra da 108 milioni di euro che tenterà di fare giustizia della finanziaria approvata a dicembre, c’è il tentativo nuovamente bipartisan dei consiglieri di farsi assegnare buona parte dei fondi globali da distribuire poi alle associazioni del proprio territorio. In tutto due milioni di euro. L’assessore D’Amico non è d’accordo e il braccio di ferro rischia di rovinare le ferie a Del Turco. Un consigliere regionale si giustifica: «Senza fondi sono rimasti il Trofeo Matteotti, Spoltore Ensemble, non possiamo lasciarli al verde». No non possono. Ma l’accusa di fare tale e quale al centrodestra incombe sulla testa del centrosinistra. Con l’aggravante che il deficit è venuto a galla e non si può più nascondere.
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