domenica, giugno 18, 2006

SULMONA: PSICO - DRAMMA DEL LAVORO!


Sulmona. A palazzo San Francesco si ripete lo stesso scenario di qualche anno fa
Lavoro, occupato il Comune
Dipendenti Lastra e precari presidiano l’aula consiliare
SULMONA - Non rimane altro che unire le angosce e l'indignazione. E così le maestranze della Lastra, da ieri mattina, insieme ai lavoratori precari del Comune di Sulmona, stanno presidiando l'aula consiliare di palazzo San Francesco. La storia si ripete. Stesso scenario di "qualche" anno fa. Le stesse belle parole dei "buoni" amministratori di fronte alla decisione di aziende di serrare i cancelli della fabbriche, ma la drammatica realtà economica ed occupazionale è ormai di fronte a tutti gli abitanti del centro Abruzzo. E non sono solo le multinazionali a non garantire lavoro. Anche l'Amministrazione ci mette del suo. «L'occupazione dovrebbe rappresentare il principale motivo di preoccupazione degli amministratori pubblici a tutti i livelli ed, in primo luogo, di quelli comunali ma - hanno detto i lavoratori precari del Comune - la scarsa attenzione dedicata ai nostri problemi da parte dell'attuale Governo cittadino porta come conseguenza non aver saputo trovare fino ad ora ipotesi di soluzione concrete. Se si continua a pensare più all'assegnazione delle poltrone che al lavoro che non c'è, significa non aver compreso appieno la drammaticità della situazione e quindi di non essere in grado di governarla». Fanno capire, i lavoratori precari, la loro grande delusione dopo che nei giorni scorsi il vice sindaco Filadelfio Manasseri si era impegnato a dare per ieri mattina delle precise risposte ed invece si sono ritrovati senza interlocutori. «Ci hanno convocato - hanno sottolineato i precari nel corso dell'assemblea spontanea - per comunicarci che tutto è saltato e che forse se ne riparlerà lunedì. Probabilmente non hanno intenzione di risolvere il problema, ma noi resteremo qui fino a quando non ci saranno date precise garanzie sul nostro futuro». Anche i lavoratori della Lastra, a cui evidentemente non bastano le "rassicurazioni" dell'assessore provinciale Ermanno Giorgi che ha comunicato lo svolgimento per la prossima settimana (la data è ancora da fissare)a Roma di un incontro al ministero dello Sviluppo economico, si uniscono al coro con striscioni e bandiere per rafforzare la protesta. «Basta con le parole, il sindaco deve dimostrare con i fatti l'effettiva voglia di voler far qualcosa affinché la nostra fabbrica non chiuda». Intanto, sull'altro scottante fronte che riguarda i dipendenti comunali, sono intervenuti i consiglieri di opposizione Palmiero Susi e Gaetano Pagone con una lettera aperta al sindaco al quale rimproverano di «non saper far altro che esasperare gli animi e giocare a braccio di ferro con i dipendenti che da mesi si dicono preoccupati in ordine alla inadeguata proposta del "Tuo" Direttore Generale sulla riorganizzazione degli Uffici e non un segnale di attenzione. La latitanza Tua e della Giunta e l'indifferenza, ancor più grave, nei confronti dei lavoratori unita all'arroganza del Direttore Generale - si legge nella lettera - hanno talmente esasperato gli animi che si è giunti alla proclamazione dello sciopero. Non pensi che sia giunto il tempo di assumersi la responsabilità quale eletto primo cittadino di questa città piuttosto che scegliere lo strumento del paravento (Direttore Generale) che, stante ai risultati, appare piuttosto inadeguato?».
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