giovedì, giugno 22, 2006

D'ALFONSO: PREDICA BENE E.........



Proponendo la ...
di ALFREDO CASTIGLIONE*
Proponendo la commissione d’indagine sugli appalti pensavamo di offrire al sindaco l’opportunità di fare chiarezza su uno dei tanti buchi neri dell’amministrazione, ma D’Alfonso ha detto no. Leggiamo su Il Messaggero che il primo cittadino si sarebbe “astenuto” ma dai verbali risulta chiaramente che il suo voto è stato contrario. Purtroppo D’Alfonso appare determinato solo quando batte i pugni, inascoltato, sui tavoli romani cercando candidature per sé, mentre è assai più arrendevole quando si tratta di dimostrarsi coerente con le proprie affermazioni o per difendere la sua città dalle aggressioni degli enti amministrati dal centrosinistra. Così è successo, ad esempio, nel caso delle Naiadi, nel quale per non scontrarsi con una Regione governata anche dal suo partito, ha sacrificato l’interesse dei pescaresi. Malgrado manchino solo due anni alla scadenza del mandato, sorprende leggere quotidianamente nuovi annunci spot di D’Alfonso riguardanti cose da fare e mai un’autocritica per le tante cose non fatte o per le tante incertezze avute, ad esempio, sulla Strada parco o ancora sulla farsesca vicenda delle Aree di risulta. Nessuna parola neanche sugli sprechi di una macchina amministrativa appesantita dall’onerosa presenza di un vero e proprio esercito di collaboratori di segreteria, comunicatori e addetti stampa a disposizione di Sindaco e assessori, costituito grazie alla stessa Legge Biagi che la sinistra più radicale afferma di voler cancellare, quella stessa sinistra estrema che pure ha dimostrato in importanti occasioni di poter condizionare fortemente l’amministrazione D’Alfonso. Al di là dei proclami, è ormai evidente come il fascino del grande ammaliatore sembra essersi alquanto ridimensionato sia tra i cittadini, che pure avevano riposto in lui grandi aspettative, che tra gli stessi dipendenti comunali, che sarebbero stati i primi a beneficiare di una ritrovata maggiore trasparenza attorno alle attività dell’amministrazione comunale, soprattutto dopo le recenti indagini che hanno colpito ben due assessori della Giunta D’Alfonso, inferendo un duro colpo alla credibilità complessiva del Comune e all’immagine della nostra città. Intendiamoci, non vogliamo colpevolizzare nessuno e tantomeno la cooperazione sociale, che svolge un’azione preziosa, ma quando si aggiudicano gli appalti bisogna avere la certezza che siano rispettate le più elementari regole di concorrenza e se anche esiste un lontanissimo elemento di dubbio deve essere spazzato via. E questa regola deve valere per tutte le amministrazioni, passate, presenti e future, quando qualcuno sbaglia deve pagare e non deve godere di alcuna copertura, né politica né amministrativa. Questa è la differenza tra la “cultura delle regole”, auspicata solo a parole da D’Alfonso, e la praticata “cultura del potere” che è quella che favorisce gli amici e gli amici degli amici dell’amministrazione.
*Capogruppo An in Regione, consigliere comunale a Pescara
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